L’AQUILA – Si tratterà pure di una “elemosina” e di un “pannicello caldo”, come sostiene qualche detrattore, il bonus da 600 euro del decreto Cura Italia.
Fatto sta che a beneficiarne fino al 24 aprile, sono stati finora in Italia 3,4 milioni di persone per una spesa complessiva di circa 2 miliardi. Di questi 71.503 in Abruzzo, per una spesa di 42.901.800 euro.
Il dato è contenuto in un report della Banca d’Italia, utile lettura anche per comprendere in che misura sono state interessate le singole regioni italiane e la tipologia di beneficiari che hanno beneficiato del sussidio, che nel suo piccolo rappresenta in ogni caso una boccata di ossigeno.
A beneficiarne partite iva, autonomi, stagionali dell’agricoltura e del turismo e addetti dello spettacolo, introdotto dal decreto Cura Italia per far fronte alla devastante crisi sanitaria e ora sempre più economica dell’epidemia del coronavirus.
Mancano ancora da pagare il 16 per cento delle domande pervenute, che sono in totale nel Paese 4.262.720, per una spesa definitiva di 2,6 miliardi.
Il nuovo bonus sarà previsto dal cosiddetto decreto aprile, atteso nei prossimo giorni e dovrebbe salire dai 600 euro agli 800 euro. La platea dei destinatari sarà analoga, ma non si esclude però l’inserimento di nuovi paletti, in particolare per quanto riguarda il bonus di maggio, legati al reddito, con soglia massima fissata a 35 mila euro, e forse anche alla tipologia di attività.
Intanto nella classifica dell’erogazione del bonus da 600 euro, prima risulta essere la Lombardia con 453.796 percettori, a seguire la Puglia, 284.529, la Sicilia 275.264, il Veneto 252.329 e la Campania 246.250.
Dietro all’Abruzzo, con 71.503 percettori, ci sono il Trentino Alto Adige, 69.598, il Friuli Venezia Giulia, 53.867, il Molise 17.139 e la Valle d’Aosta, 8.549.
Questa distribuzione rispecchia ovviamente le quote della popolazione residente sul totale della popolazione, ma anche le differenze nella struttura produttiva delle regioni per settore e tipologia di occupazione.
Bankitalia calcola però anche, suddividendo in quattro fasce le province italiane, il tasso di adesione al sussidio (take-up rate), ovvero il numero di percettori rispetto alla popolazione tra i 15 e i 70 anni.
Il range varia dal 14 per cento delle province di Grosseto e Ragusa, in prima fascia, e il 4,6 per cento di Trieste, la provincia tra quelle in quarta fascia che ha usufruito meno di tutte del sussidio.
Per quanto riguarda l’Abruzzo, sono in terza fascia, tra il 6,9 e 9,3 per cento, le province dell’Aquila, di Pescara e di Teramo, mentre quella di Chieti è in quarta fascia, tra il 4,5 per cento e il 6,9 per cento.
La maggioranza dei pagamenti, calcola Bankitalia, ha riguardato i lavoratori autonomi (69,5 per cento) e i dipendenti a tempo determinato dell’agricoltura (15,4 per cento), mentre una quota marginale ha interessato i lavoratori dello spettacolo (0,7 per cento).
Quasi due terzi dei beneficiari sono uomini, le donne sono la metà delle partite iva e co.co.co e dei lavoratori stagionali del turismo.
Coloro che sono nati all’estero sono il 12,1 per cento dei beneficiari complessivi e sono relativamente più concentrati tra gli stagionali del turismo e i dipendenti agricoli, dove ammontano rispettivamente al 22,3 per cento e al 29,3 per cento dei percettori.
L’età media dei beneficiari è 46 anni (45,6 per le donne, 46,3 per gli uomini), con la coorte più numerosa rappresentata dal gruppo 45-54 anni (pari al 32,8).
Si rileva anche una presenza minoritaria di giovani con meno di 25 anni e di anziani ultrasessantacinquenni (rispettivamente 3,0 per cento e 2,2 per cento). I giovani sono relativamente più presenti tra gli addetti al turismo, i più anziani tra gli autonomi.





