L’AQUILA – “Non pagheremo le bollette neanche se dovesse passare l’emendamento in Senato! Se necessario andremo fino in Corte Europea”.

Questa la dura posizione degli inquilini del Progetto C.a.s.e. e dei M.a.p. dell’Aquila che sabato scorso si sono riuniti in assemblea per discutere sul provvedimento contenuto nel decreto “Sblocca Italia”, quello relativo alle utenze degli alloggi provvisori costruiti dopo il sisma del 6 aprile 2009.

All’incontro erano presenti anche le senatrici del Movimento 5 Stelle Enza Blundo e di Forza Italia Paola Pelino, insieme al consigliere comunale dello stesso partito Guido Quintino Liris.

Assente per impegni l’altra senatrice abruzzese Federica Chiavaroli del Nuovo centrodestra, anche lei al fianco degli inquilini in un inedito asse FI-Ncd-M5S su un tema tutto aquilano. 

Due i punti contestati: il primo, gli abitanti delle new town non dovranno pagare le utenze secondo i consumi reali, bensì al metro quadrato; il secondo, le risorse destinate alla ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” potranno essere utilizzate per la manutenzione straordinaria dei 19 complessi antisismici costruiti dopo il terremoto.

“Nessuno di noi è disposto ad accettare questa cosa”, afferma ad AbruzzoWeb la cittadina Andreina Pellegrini, assegnataria di uno degli alloggi.

Il campo di battaglia si sposta adesso a livello governativo.

“Ci sarà un’alzata di scudi a palazzo Madama, così come ci hanno garantito le senatrici Blundo, Pelino e Chiavaroli”, spiega la Pellegrini, che attacca: “È ormai chiaro che l’obiettivo di queste misure è coprire i danni erariali maturati dal Comune”.

Gli inquilini non ci stanno a pagare le bollette in base al costo totale della piastra diviso la superficie dell’alloggio, ma vogliono che si calcolino i reali consumi. A tal riguardo, ad Abruzzoweb l’assessore comunale Lelio De Santis ha replicato che si tratta dell’unica alternativa possibile: i contabilizzatori che misurano il consumo di energia, infatti, secondo l’amministrazione sono da sostituire o riparare per un costo di circa 500 mila euro.

“Innanzitutto vorremmo sapere quanti contabilizzatori il Comune ha controllato – dice ancora la Pellegrini – visto che alcuni sono stati anche segnalati e mai sostituiti. E poi, se li ritiene non efficaci, perché mai nelle consegne dei nuovi alloggi l’amministrazione continua a prendere la lettura da questi strumenti?”.

Al centro delle polemiche, anche il punto dell’emendamento che riguarda i fondi per la manutenzione dei complessi C.a.s.e., affidata in proroga alla Manutencoop fino a dicembre in attesa del nuovo bando per la gestione.

“Questa cosa è gravissima: non si possono prendere i soldi per la manutenzione da quelli della ricostruzione senza neanche che il Comune abbia detto quante risorse siano necessarie e come andrebbero ripartite. Poi ci chiediamo quanto di questa manutenzione straordinaria venga da quella ordinaria mai attuata dal Comune, secondo il disciplinare della Protezione civile. Insomma, per errori dell’amministrazione non possono pagare i cittadini”, conclude la cittadina.