L’AQUILA – Non pagheranno “più del dovuto”, i residenti dei progetti Case e Map per nulla intimoriti, all’indomani dell’annuncio da parte del sindaco, Massimo Cialente, dell’arrivo dei primi 40 sgomberi per i morosi a partire dal 14 luglio.
La signora Luciana è seduta con la sua amica Antonietta a chiacchierare nel tendone allestito nell’insediamento di Bazzano come spazio sociale dalla Protezione civile, mai più rimosso perché “le persone qui non sanno dove andare per incontrarsi e scambiare due parole”.
Nella tensostruttura dove si fanno feste, concerti e si celebrano anche le messe la domenica è un via vai di persone ogni giorno e le bollette sono l’argomento del giorno per molti dei residenti delle 19 piastre di Bazzano.
Luciana, 66 anni e invalida al 100 per cento, ha smesso di pagare le bollette da qualche mese, dopo l’arrivo di un conguaglio di 1500 euro e come molti è una morosa.
“Ho sospeso il pagamento dei bollettoni perché non ritengo giusto dover pagare tutti questi soldi di riscaldamento, non avendo mai acceso i termosifoni durante l’inverno – afferma – Vivo all’ultimo piano e in casa la temperatura è di 22 gradi, sarebbe uno spreco accendere il riscaldamento”.
Un’ingiustizia alla quale la signora Luciana non è disposta a cedere: “Pago luce e acqua e anche l’affitto, ma ho sospeso i bollettoni perché non è giusto. La prima tranche del bollettone è stata di 3500 euro. Ho pagato le prime rate, poi ho sospeso anche quelle”.
Se dovesse arrivare il temuto sfratto, “dovranno prelevarmi con la forza da casa mia – prosegue – E neppure allora me ne andrò. Non uscirò nemmeno morta da casa mia. Abbiamo un contatore funzionante che può dimostrare che non ho consumato nulla. La modalità di consumo a metro quadrato è profondamente ingiusta”.
Fausto, 70 anni, ha dovuto lasciare la sua casa popolare a Pettino distrutta dal sisma come molti aquilani.
Non può ancora rientrare nella sua abitazione e vive in un appartamento dell’insediamento di Bazzano con figli e nipoti.
“In queste palazzine che ci sono state donate, sono costretto a pagare un affitto che è il triplo di quello della mia vecchia casa – spiega – Ho pagato fino a quando ho potuto e ora non posso più farlo”.
Una situazione che i residenti vivono come una “profonda ingiustizia” che li colpisce dopo un terremoto devastante che li ha privati delle loro case e delle loro vite.
“Dobbiamo pagare i consumi a metro quadrato che non corrispondono ai reali consumi – aggiunge – La gente non sa più come andare avanti e ci chiedono di pagare per servizi che non vengono erogati come la manutenzione del verde e delle palazzine”.
La situazione non cambia all’insediamento Map di Bazzano dove quasi nessuno ha saldato le bollette per le spese condominiali scadute qualche giorno fa.
“Ho chiesto delucidazioni al Comune – afferma Riccardo Turco – Mi è stato risposto che arriveranno delle nuove lettere con le voci esatte di ciò che dovremo pagare. Qui non abbiamo ascensori e il verde pubblico lo curiamo noi. Eppure sono voci che troviamo in bolletta”.



