L’AQUILA – Bocciata la proposta di intitolare l’Università dell’Aquila a Gianni Letta del prof di Medicina Sergio Tiberti, che voleva premiare il sottosegretario che ha portato al rinnovo triennale dell’esenzione del pagamento delle tasse d’iscrizione, “salvando” l’ateneo.

“La proposta non si può discutere – ha tuonato infatti in consiglio d’amministrazione il rettore Ferdinando Di Orio, grande avversario di Tiberti, liquidandola – visto che in Italia non si possono fare intitolazioni a persone ancora in vita”.

E quando Tiberti ha chiesto da quale testo normativo fosse stabilita quella limitazione, Di Orio ha rivoltato la questione: “A lei il compito di trovare una legge che lo consente”.

Che i due sarebbero finiti di nuovo a fare a testate si era capito subito. Intercettato al telefono da AbruzzoWeb prima della riunione di cda, Di Orio aveva falciato in pochi secondi l’idea.

“Non scherziamo! Spero che abbiate cose più serie di cui occuparvi!”, aveva sbottato prima di mettere giù il telefono.

Quanto a Tiberti, “non credo si tratti di una proposta-choc ma di un riconoscimento in vita a un uomo di Stato. Se la mozione non verrà presa in considerazione – aveva aggiunto, fiutando il no del rettore – sarà mia premura, poi, scrivere una lettera al sottosegretario Letta per informarlo di quanto accaduto”.

“Provinciali e iettatori! – ha sbottato invece dopo il cda il docente di Igiene alla facoltà di Medicina – La mia proposta non è propiziatoria, anzi, a Letta porterebbe bene”.

Sulla questione della nomina di persone in vita, “c’è una marea di fondazioni intitolate a persone ancora vive, pensate a quella di Umberto Veronesi. Io – ha insistito ancora – direi nominiamolo, poi se qualcuno fa ricorso vediamo”.

Anche perché, conclude Tiberti, “intitolazione a parte, si potrebbe pensare a una laurea honoris causa o all’intitolazione semplicemente di un’aula”. (alb.or.)