L’AQUILA – I viaggi all’estero del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sono stati sempre caratterizzati dal massimo riserbo da parte del potente primo cittadino ed esponente di rilievo di FdI, impegnato in una grande cavalcata verso l’elezione in Parlamento alle politiche del 2027, essendo al secondo mandato nel comune capoluogo: Biondi si accinge ad nuova missione istituzionale, la seconda in sei mesi in Giappone, dove torna questa volta per l’Expo 2025 di Osaka, nell’ambito della giornata dedicata, nel padiglione Italia, alle Case delle Tecnologie Emergenti, Cte, progetto del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) che viene attuato in 12 Comuni italiani.
Biondi e il suo staff, insieme ai responsabili degli Uffici per la Ricostruzione dei comuni del Cratere, Raffaello Fico, e del comune dell’Aquila, Salvo Provenzano, erano stati lo scorso aprile nella importante città nipponica di Kobe, per la Global Conference of Disaster Risk Reduction and Regeneration of Cities, che ha riunito sindaci e amministratori da tutto il mondo per confrontarsi su strategie di prevenzione, gestione delle emergenze e rigenerazione urbana.
Ma della spedizione attuale non ci sono comunicazioni ufficiali, solo voci di corridoio di Palazzo Margherita e negli ambienti politici di centrodestra, questi ultimi sempre timorosi di parlare: questo giornale ha effettuato verifiche che hanno fatto emergere il fatto che la missione istituzionale dovrebbe essere dal 5 al 10 settembre, mentre il sindaco Biondi, presidente dell’Anci Abruzzo e responsabile nazionale Enti locali di FdI, avrebbe il biglietto già prenotato per il primo settembre per un periodo in visita privata, senza l’impegno di risorse pubbliche, con la famiglia. Poi, in terra nipponica accoglierà la delegazione aquilana composta – secondo quanto si è appreso – dal capo della comunicazione, Alessia Di Giovacchino, e da un collaboratore, che dovrebbero arrivare il 5 settembre. Del gruppo farà parte anche il direttore del progetto Cte, Federico Fioriti.
Scopo della spedizione ufficiale è quello di raccontare l’impegno della Cte Sicura dell’Aquila, progetto poco noto avviato nel 2019 finanziato dal bando del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) che ha l’obiettivo di realizzare piani di sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, basati sull’utilizzo delle tecnologie emergenti, quali Blockchain, Intelligenza Artificiale (AI), Internet delle cose (IoT), collegati allo sviluppo delle reti di nuova generazione. Alle attività, all’Aquila, oltre a Fioriti, lavorano alcuni dipendenti comunali fuori dall’orario e con un compenso supplementare.
Il nuovo viaggio in Giappone arriva, come detto, dopo quello nella città di Kobe e dopo quello in Australia, per incontrare i sostenitori coinvolti nel progetto di recupero della Torre civica di Palazzo Margherita, finanziato grazie all’appello dell’Italian Media Corporation, che ha permesso di raccogliere oltre 4 milioni di dollari frutto della generosità degli italiani residenti nel Paese oceanico, a seguito al sisma del 2009. In tutti e tre i casi la struttura di comunicazione comunale, guidata dal dirigente Alessia Di Giovacchino, è stata piuttosto parca di comunicati ufficiali alla cittadinanza, soprattutto in fase di annuncio.
Tornando allla Cte, promottice del viaggio in Giappone, la prima Casa della tecnologia è stata realizzata a Matera, capitale della cultura 2019, finanziata a fine 2019. Successivamente, le altre città – L’Aquila, Bologna, Cagliari, Campobasso, Genova, Napoli, Pesaro, Prato, Roma, Taranto, Torino – sono state individuate tra quelle coinvolte nella sperimentazione di reti e servizi 5G e sulla base della disponibilità di Centri di Competenza (Università e Centri di ricerca pubblici e privati) ed ambienti tecnologici già operativi o immediatamente cantierabili nei quali realizzare le “Case”.
Come si legge sul sito della Cte dell’Aquila “intende sostenere lo sviluppo di nuovi modelli di business, abilitati dal 5G, relativi al tema della sicurezza delle infrastrutture, dell’ambiente e delle città, mediante l’impiego di soluzioni basate su internet delle cose, intelligenza artificiale e con specifica attenzione al tema della cyber security”.
E ancora: “La città dell’Aquila rappresenta un contesto ideale per la realizzazione delle attività progettuali in virtù della presenza contemporanea della infrastruttura sperimentale 5G, di un centro di ricerca dedicato allo sviluppo del 5G (ZIRC) e di una avanzatissima rete ottica metropolitana a disposizione dei player industriali ed accademici di tutto il mondo, concepita per l’impiego in attività sperimentali avanzate. A ciò si aggiungono le competenze sviluppate dall’Università degli studi dell’Aquila e della sua rete di ricerca in ambito disaster resiliency, quelle del Gran Sasso Science Institute (GSSI) sull’economia territoriale a cui si aggiungono le competenze del CUEIM relativamente alla divulgazione delle attività della Casa, del CNR ITC – Istituto delle Tecnologie per le Costruzioni per quanto riguarda le tecnologie costruttive e il loro monitoraggio e, non ultima, la sensibilità dell’utenza cittadina a tali tematiche in virtù degli eventi che hanno caratterizzato la storia recente della Città”.
Però, al di là degli annunci, non è certo un progetto molto conosciuto in città e in Abruzzo. Forse molti aquilani lo conosceranno attraverso questo nuovo viaggio in Giappone del primo cittadino e del Comune dell’Aquila. (a.c.-b.s.)






