AVEZZANO – Fare scudo, o meglio scudo crociato, per imporre al centrodestra la candidatura del sindaco uscente, il civico Gianni Di Pangrazio, con il suo ingresso, più volte evocato e sempre smentito, nell’Udc.

Sarebbe questo il clamoroso scenario di cui si vocifera con insistenza negli ambienti politici provinciali e regionali in vista delle elezioni della primavera del 2026 ad Avezzano, che così si confermerebbe laboratorio di ardue alleanze e alchimie politiche oltre ogni schema e canonico schieramento. Aspetto ancor più debordante, regista “esterno” dell’operazione sarebbe, dentro Fratelli d’Italia, niente meno che il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale enti locali ed ex commissario provinciale del partito e presidente dell’Anci Abruzzo.

L’influente dirigente di FdI sarebbe “alleato” con un altro pezzo da novanta dei meloniani, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco e recordman di preferenze con circa 12mila voti alle regionali del marzo scorso: quest’ultimo non potrebbe che essere d’accordo, visto che granitica, dichiarata e corrisposta è il suo appoggio a Di Pangrazio, ex direttore generale della Provincia dell’Aquila, fin dai tempi delle elezioni comunali del capoluogo marsicano nel 2020.

Sullo sfondo, manco a dirlo, lo scontro tutto interno a Fratelli d’Italia, per il controllo del partito in provincia dell’Aquila, roccaforte dei meloniani con il premier Giorgia Meloni, deputato nel collegio L’Aquila-Teramo, tra il duo Biondi e Quaglieri da una parte e il capogruppo di Fdi il consiglio regionale, Massimo Verrecchia e il senatore aquilano, e vice coordinatore regionale del partito, Guido Liris; uno scontro squisitamente politico visto che Verrecchia e Liris hanno vinto la partita dei tesseramenti riuscendo a piazzare come segretario provinciale, vicino a Liris, Claudio Gregori, sindaco di Barete e nelle settimane scorse Daniela Ianni, nel comitato comunale dell’Aquila e Piefrancesco Mazzei, espressione diretta dello stesso Verrecchia, in quello di Avezzano.

Secondo quanto si è appreso ci sarebbero stati incontri tra Biondi e Di Pangrazio. Il sindaco dell’Aquila aveva del resto spalleggiato la scelta di Quaglieri alle comunali del 2020, al pari di Liris che ha incontrato più volte Di Pangrazio. Ora però Liris è convintamente con Verrecchia e contro il suo avversario interno Biondi.

Un disegno destinato a creare imbarazzo al coordinatore regionale, il senatore Etel Sigismondi, e anche tra i dirigenti a Roma, ma che soprattutto rischia ancora una volta di spaccare ulteriormente il centrodestra ad Avezzano. Un disegno che poi romperebbe decisamente le uova nel paniere in primis a Massimo Verrecchia, impegnato giornalmente sul campo come grande fautore di una coalizione di centro-destra finalmente canonica e compatta con un suo candidato sindaco, da contrapporre a Di Pangrazio, tornato sindaco nel 2020, dopo un primo mandato dal 2012 al 2017,  ancora una volta con una armata di liste civiche, con dentro candidati di tutti gli orientamenti politici, favorito anche dalla spaccatura nel centrodestra, con Forza Italia che ha corso isolata conseguendo il 18% con la candidata a sindaco Anna Maria Taccone, ed Fdi e Lega  e Udc che invece hanno sostenuto il salviniano Tiziano Genovesi, ora in Fi, battuto al ballottaggio.

Va tenuto anche conto che Quaglieri, pur esponente di Fdi, è stato accusato di avere appoggiato il sindaco portando voti alla civica di Di Pangrazio “Avezzano città territorio”, che ha eletto Nello Simonelli, suo collaboratore politico in assessorato, e poi di essere stato il regista del passaggio in maggioranza, direttamente in giunta, di Iride Cosimati, eletta con Fdi nelle elezioni del 2020, per l’ira funesta di Verrecchia. Appoggio contraccambiato da Di Pangrazio alle elezioni regionali del 2024, contribuendo in terra marsicana, a fare del riconfermato assessore al Bilancio il più votato in assoluto in Abruzzo, con quasi 12mila preferenze.

Di Pangrazio questa volta, numeri alla mano, rischia però di non farcela a mettersi alla testa della coalizione, ecco perché il pur piccolo Udc potrebbe essere il posizionamento giusto, per rompere il fronte del vero antagonista, il centrodestra, mettendosi direttamente alla plancia di comando.

Di un suo ingresso negli scudocrociati se ne era già parlato, a settembre, dopo che il sindaco aveva partecipato all’inaugurazione della nuova sede della segreteria provinciale dell’Udc a Benevento, a braccetto del segretario nazionale, Lorenzo Cesa. Poi però Di Pangrazio aveva smentito categoricamente la sua intenzione di aderire all’Udc, “Ma chi crederebbe se non qualche dilettante che io possa scegliere un partito alle soglie delle prossime elezioni amministrative, dopo essere stato iscritto per tanti anni al partito della città, ovvero al suo servizio? Sarei un politico dilettante, e almeno questo concedetemelo, non lo sono”, aveva ironizzato.

Intanto, nei giorni scorsi, con la benedizione di Cesa e del coordinatore provinciale, Carlo Giolitto, è stata nominata segretaria cittadina di Avezzano e della Marsica dell’Udc Federica Collalto, consigliera comunale di maggioranza, fedelissima, come del resto Giolitto, di Di Pangrazio, che subito si è congratulato calorosamente.

A confermare intanto la spaccatura dentro Fdi, l’assenza sia di Quaglieri sia di Biondi, pur invitati, al congresso cittadino di Avezzano dei giorni  scorsi che ha nominato per acclamazione segretario Mazzei, vicino a Verrecchia, evento politico al quale hanno presenziato ufficialmente Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Udc.

La linea ufficiale di Fdi, va ricordato, per le elezioni di Avezzano è quella dell’unità del centrodestra contrapposto a Di Pangrazio e a tutti gli altri candidati, ma non si può certo sottovalutare il peso rappresentato da due big come Biondi, proiettato alla carriera nazionale, in virtù anche della stretta amicizia con il presidente del Consiglio e leader del partito, Giorgia Meloni, con la candidatura alle prossime elezioni politiche, non potendo del resto candidarsi per un terzo mandato consecutivo al Comune dell’Aquila-

Non si può poi ignorare certo il medico chirurgo Quaglieri, in virtù del suo essere recordman assoluto di voti, punto di riferimento assoluto di tanti sindaci ed amministratori del territorio, ed espressione della provincia dell’Aquila, dove il centrodestra alle regionali ha sbancato, con il traino di Fdi, arrivando al  61,3% dei consensi contro il 53,5% ottenuto a livello regionale, e con la Marsica che ha eletto Quaglieri e Verrecchia, e con l’ingresso poi in consiglio come “surrogata” di Maria Assunta Rossi, espressione dell’area peligna,  lasciando il territorio aquilano clamorosamente a bocca asciutta.

Una cosa è certa, se pure siamo solo ad ipotesi che comunque circolano con insistenza, il disegno di Biondi, mai e poi mai potrebbe essere accettato da Verrecchia, per il quale il civismo di Di Pangrazio è solo “un cinismo dalle porte girevoli”, un “minestrone”, una “iattura che ha isolato e danneggiato l’intera Marsica”.

In una recente intervista ad Abruzzoweb, Verrecchia ha intanto messo in chiaro, a proposito della nomina di Federica Collalto, che “l’Udc se vuole perseguire questa linea ad Avezzano si metterà fuori dalla coalizione, ed è un problema loro, non nostro. Registriamo però con grande soddisfazione l’appello all’unità del centrodestra da parte del coordinatore regionale Enrico Di Giuseppantonio“.

Per poi non perdere occasione di provocare il suo avversario Quaglieri, definito comunque “un amico con cui ho un normale rapporto politico e amministrativo”, ma al quale ha chiesto “di candidarsi anche lui alle comunali di Avezzano visto che è riuscito ad avere alle regionali un grande consenso, e può incrementare le percentuali di Fratelli d’Italia ad Avezzano. Tutti devono riversare infatti il proprio consenso all’interno di un contenitore che è quello del nostro partito. C’è chi lo ha fatto e chi non lo ha fatto. Io l’ho fatto”.

Un invito al quale Quaglieri, coinvolto nei mesi scorsi in una inchiesta sul presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo di assessore e quello di medico chirurgo a contratto con la clinica privata Di Lorenzo di Avezzano, non ha risposto, pur avendolo questa testata contattato. La segretaria ha declinato la istanza sottolineando che Quaglieri era fuori regione.