L’AQUILA – “Quella del 2 dicembre a Pescara sarà una riedizione della Conferenza di servizi che aveva dato l’ok alla realizzazione della centrale a biomasse”.

Ad affermarlo è Luigi Fabiani, presidente dell’Asm dell’Aquila, in relazione alla annunciata Conferenza che vedrà riuniti i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, gli stessi Enti che il 30 agosto scorso hanno concesso l’autorizzazione unica alla costruzione dell’impianto.

Dunque sembrano dissipati i dubbi che non si trattasse effettivamente di una nuova Conferenza di servizi, dubbi insinuati da un comunicato diffuso dalla Futuris Aquilana, l’azienda che realizzerà e gestirà l’impianto di produzione di energia da biomasse vergini nel nucleo industriale di Bazzano sud, che invece parlava di semplice  “riunione presso i competenti uffici della Regione Abruzzo”, soltanto un “ulteriore momento di confronto con le Istituzioni sui temi di sostenibilità, compatibilità ambientale e sviluppo economico che caratterizzano il progetto”.

Sul progetto della centrale, Fabiani nutre non poche perplessità. “L’impianto è sovradimensionato – ha spiegato – il rischio è che la filiera di approvvigionamento debba allungarsi per far fronte alle esigenze e che comunque non riesca a mantenersi. Il pericolo è che a quel punto si trasformi o in una cattedrale nel deserto o in qualcos’altro”.

Il “qualcos’altro” potrebbe essere un inceneritore, rischio paventato da sempre anche dai comitati oppositori.

Su cosa si possa ancora fare, dopo che l’azienda ad agosto ha ottenuto il permesso a procedere, Fabiani non si sbilancia. “Auspico che almeno ci sia un po’ di intelligenza e che si riesca a trovare un accordo con i cittadini, aprendo un dialogo che finora non c’è stato”.(e.m.)

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