L’AQUILA – Aperto il cantiere per la realizzazione dell’impianto a biomasse di Bazzano, all’Aquila.

Vedrà quindi la luce l’impianto di produzione energetica, che sarà gestito dall’azienda Futuris aquilana, e che è stato tanto contestato da associazioni, comitati cittadini e dallo stesso Comune dell’Aquila, che dopo aver dato parere positivo durante la conferenza dei servizi si era in seguito detto contrario.

Sono 50 i posti di lavoro per i due anni previsti per il completamento i lavori della centrale da 4,996 MWe che “utilizzerà biomasse solide provenienti dal territorio delle provincie abruzzesi”, si legge in una nota di Confindustria L’Aquila.

Le preoccupazioni dei comitati rimangono. Per mesi si è sottolineato il fatto che la combustione delle biomasse genererà molto fumo, in una zona che si trova a ridosso di centri abitati: da dopo il terremoto nelle vicinanze sorgono due tra i più estesi complessi C.a.s.e., quelli di Bazzano e Paganica.

Confindustria, comunque, sottolinea i positivi risvolti occupazionali dati dall’attivazione della centrale: quasi cento gli addetti diretti impiegati da centrale e filiera di approvvigionamento una volta avviata la generazione di elettricità da fonti rinnovabili.
 
“Passa anche tramite quest’iniziativa industriale che rispetta gli standard di qualità ambientali dell’Aquila la crescita e lo sviluppo che da tempo promuoviamo – afferma il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue – questo investimento in fonti energetiche rinnovabili è un passo importante per la rinascita del nostro territorio perché riduce i fattori di inquinamento legati alla produzione di energia da fonti tradizionali permettendo alla città di raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale che si è data”.

“La Cgil – interviene il segretario provinciale Umberto Trasatti – è pronta ad aderire a qualsiasi iniziativa che ponga al centro le questioni di ripresa socio-economica del territorio”.

Concorde anche Paolo Sangermano, segretario provinciale Cisl che afferma: “non c’è più una sola zona nell’intera regione che non sia in crisi e se questo è un primo passo per mettersi in moto noi siamo d’accordo”.

Per Michele Lombardo, segretario provinciale Uil “la questione lavoro, sviluppo e crescita rimangono centrali”.