PESCARA – Ha visto la mamma accasciarsi e morire, poi ha vegliato il suo cadavere per due giorni.
La paura e il dolore l’hanno bloccata e la piccola non è riuscita a chiedere aiuto a nessuno.
A salvarla, il nonno materno partito da Pescara in direzione Bari, non avendo più notizie della figlia.
Ha trovato la nipotina vicino al corpo della mamma 36enne, stroncata forse da un malore nella sua casa nel popolare rione Libertà di Bari.
L’uomo che vive a Pescara si era insospettito: per due giorni ha tentato di mettersi in contatto con la figlia, ma visto che nessuno gli rispondeva al telefono, si è messo in auto e ha raggiunto Bari. Nell’appartamento ha fatto la tragica scoperta.
“La mamma mi ha detto che si stava sentendo male, si è messa sul letto ma poi è caduta”, ha riferito la piccola ai poliziotti che in effetti hanno ritrovato la 36enne in camera, riversa a terra accanto al letto
I primi accertamenti della polizia e del medico legale fanno ipotizzare una morte per cause naturali: sul corpo non sono presenti segni evidenti di traumi, né vi sono in casa medicinali o sostanze che possano far pensare a piste alternative. In attesa dell’autopsia l’ipotesi più accreditata è quella del malore.
Barbara, questo il suo nome, viveva in un appartamento in un vecchio palazzo in corso Mazzini, a pochi passi dal palazzo di Giustizia. Faceva lavori saltuari ed era una donna serena e piena di voglia di vivere, almeno così la descrivono i vicini di casa.
Barbara era una ragazza che non passava inosservata. Indossava spesso un cappello che copriva i capelli molto corti. Alcune bambine della zona la chiamavano ‘zia’ perchè si fermava molto spesso a giocare con loro. “Ora che è volata in cielo – si chiedono le piccole – con chi giocheremo?”.





