L’AQUILA – Superato lo scoglio del documento di programmazione economico e finanziario, il Consiglio regionale intorno alle 22.30 è entrato nel merito della legge di stabilità e del bilancio di previsione limitandosi fino alla mezzanotte alla discussione generale. E mentre l’assessore al bilancio Silvio Paolucci illustrava telegraficamente i due testi, snocciolando numeri e dati, dietro di lui il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo ha consegnato ai funzionari dell’ufficio di presidenza un corposissimo plico contenente tutti gli emendamenti che arriveranno in aula oggi: 92 sulla legge di stabilità e 1.560 sulla legge di bilancio. Questo significa che il centrodestra manterrà la sua intenzione ostruzionistica.

ll Movimento 5 stelle, salito sull’Aventino, dopo aver occupato gli scranni della giunta non ha invece presentato emendamenti, entro il termine della mezzanotte, e questo significa che si è tirato definitivamente fuori dalla partita per protesta. E accusano centrodestra e centrosinistra di fare solo “ammuina”, ovvero inscenare una finta contrapposizione, visto che gia’ hanno trovato un accordo sottobanco.

La maggioranza, questo e’ certo, ancora una volta applichera’ la legge tagliola, che limiterà a 5 gli emendamenti per ciascuno dei 7 consiglieri del centrodestra,  per le due  leggi, ovvero per un totale di 70 emendamenti che possono comunque portare via parecchie ore per illustrarle, discuterle e votarle. Ma a questo punto la strada per l’approvazione del bilancio per il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e i suoi e’ in discesa.

Paolucci nel suo intervento ha difeso la manovra, definita di “responsabilità”, ricordando che i margini di manovra sono scarsi, visto che il grosso del budget dovra’ andare alla spesa sanitaria d altre spese obbligatorie, e 77,5 milioni di euro dovranno essere destinati alla rata di rientro dal deficit, con un piano di ammortamento in 7 anni, visto che per allungare il periodo a 10 anni non ci sono ancora certezze da parte del governo. Sottolineando però  che vengono messe comunque cifre importanti sul sociale, 22 milioni e trasporti, 43 milioni.  E sarà possibile liberare altre risorse nel corso del 2016, allungando a 10 anni il piano di rientro, avute certezze dal governo, e concluso finalmente il riaccertamento dei vecchi debiti, fino al 2014.

L’opposizione con il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri ha ricordato però la gravità della scelta di non voler tagliare le tasse, nonostante il rientro dal debito della sanità, e l’uscita imminente dal commissariamento. Ha poi tra le altre cose evidenziato “i rischi dovuti ai debiti che si accenderanno e non preventivati, per pareggiare i conti delle Comunità montane”.

Febbo di Forza Italia, parlando invece della legge di stabilità ha stigmatizzato l’articolo che prevede la nascita di un Organismo regionale per gli interventi europei, “un ente misterioso – ha incalzato Febbo – con cui D’Alfonso vuole accentrare a se’ anche la partita dei fondi europei sottraendola ai vari assessori”.
Grave per Febbo anche “prevedere una tassa da 500 euro per gli oneri istruttori del comitato di Valutazione di impatto ambientale, a carico di chi vorrà fare ricorso”, uno  scandalo davanti a cui “chissà perchè le associazioni ambientaliste tacciono, ed anche il sottosegretario di Sinistra ecologia e libertà Mario Mazzocca“.

Camilllo D’Alessandro del Pd ha anche lui ribadito che “l’ammortamento da sette a dieci anni alla fine sarà fatto, e si libereranno risorse in primis per le politiche sociali”, e ha poi illustrato nel dettaglio i vantaggi non solo in termini di qualità del servizio, ma anche di risparmi economici della riforma dei trasporti che ha visto la nascita della società unica Tua.