L’AQUILA – In Regione Abruzzo è corsa contro il tempo, in una situazione di grande incertezza e tensione, per approvare il bilancio entro il 31 dicembre, e da quanto si apprende lo spettro è quello di non riuscirci, con conseguente esercizio provvisorio e spesa contingentata.
Opzione che potrebbe essere decisa anche come atto politico forte nei confronti del governo centrale, davanti alla impossibilità di far quadrare i conti senza massacrare cittadini e contribuenti abruzzesi, già piegati dall’emergenza covid-19. E non per colpa per la maggioranza di centrodestra guidata da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, perché a far saltare il banco è stata la sentenza 235 della Corte costituzionale che ha, come un fulmine a ciel sereno, bocciato il piano di rientro del debito in 20 anni anziché in 10. Piano di rientro approvato nella precedente amministrazione di centro-sinistra, con assessore al Bilancio Silvio Paolucci, ora capogruppo del Partito democratico, e che ora mette in forte dubbio la praticabilità della rata fissata in 29 milioni l’anno.
Con un tempo di rientro dimezzato, la rata è infatti destinata logicamente a lievitare in modo consistente. Ecco perché la bozza di bilancio regionale è ora da riscrivere, e gli uffici sono impegnati giorno e notte per cercare una quadratura dei conti.
Fatto sta che il testo non è stato ancora possibile approvarlo in giunta e di conseguenza non è ancora arrivato in prima commissione Bilancio, che nella riunione di ieri, prima del consiglio regionale, ha visto solo i consiglieri misurarsi in un acceso confronto, senza però uno straccio di carta in mano, e ad essere stata esaminata è stato esaminato la pur importante norma per contrastare lo spopolamento nelle aree interne, poi approvato in aula.
La conferenza dei capigruppo in consiglio regionale d’Abruzzo, integrata con i presidenti delle Commissioni consiliari, nel corso della riunione di ieri, ha stabilito il seguente calendario dei lavori per la sessione di Bilancio 2021, si comincerà martedì 21 dicembre, con chiusura massimo giovedì 30 dicembre.
La sabbia nella clessidra però continua inesorabilmente a scorrere, e la maggioranza vive uno dei frangenti più difficili da quando governa la Regione, ovvero dal febbraio 2019.
Va considerato poi che una volta che la giunta ha approvato la legge di Bilancio, occorre il parere obbligatorio dei revisori conti che avranno sette giorni per validarlo.
C’è chi dunque ipotizza a palazzo dell’Emiciclo, che la maggioranza potrebbe decidere con un atto di protesta politico di non approvare intenzionalmente il bilancio e di andare in esercizio provvisorio, che comporta però per gli enti il poter spendere, apparte spese obbligatorie ed essenziali, un dodicesimo al mese di quello stanziato nell’esercizio dell’anno precedente.
Lo stesso assessore al Bilancio Guido Quintino Liris, di Fratelli d’Italia, all’indomani della funesta decisone della Corte Costituzionale aveva spiegato in una nota che “la spesa dell’ente dovrà necessariamente subire una importante contrazione, con inevitabili riduzioni degli impieghi previsti per la realizzazione dei servizi e degli interventi di competenza, per giunta in un momento storico caratterizzato dai persistenti effetti della pandemia sull’intero sistema economico regionale”.
Annunciando però che già erano stati avviati una serie di contatti con la Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti per ragionare su una nuova ipotesi di ammortamento del consistente disavanzo ereditato dalle precedenti amministrazioni.
In ogni caso una interlocuzione complessa e che non si può risolvere a strettissimo giro, con conseguente rallentamento, in assenza di uno scenario chiaro, della partita del bilancio di previsione.
Brutte notizie anche dal tavolo di monitoraggio a Roma, che si è riunito lunedì sera e che avrebbe calcolato un debito della sanità abruzzese intorno ai 130 milioni di euro anche se l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì ha affermato che “il saldo attivo per il 2020 è confermato a 4 milioni di euro e il disavanzo tendenziale per il 2021 è pari a 98 milioni di euro, al lordo del payback farmaceutico (che vale intorno a 20 milioni di euro) e degli altri provvedimenti nazionali Covid attualmente in discussione in sede di Finanziaria, che permetteranno di ridurre in modo significativo lo sbilanciamento di quest’anno”. I tecnici del ministero che vigilano sulla sanità abruzzese sotto “tutela” dopo l’uscita dal commissariamento nel 2016, avrebbero paventato il rischio di un nuovo commissariamento già in primavera, se non si prenderanno decisioni drastiche e risolutive per cominciare a sanare il deficit.
Va poi ricordato che il 20 novembre scorso la Giunta regionale dell’Abruzzo, su proposta dell’assessore Liris, ha approvato l’assestamento al bilancio di previsione 2021-2023.
La prima volta che accaduto, ha sottolineato con orgoglio Liris spiegando che “si tratta di un passaggio formale la cui comprensione può risultare non semplice da un normale cittadino, ma essenziale ai fini del mantenimento in ordine dei conti di un ente pubblico”, aggiungendo che “la manovra, che prevede movimentazioni complessive di entrata e di spesa pari ad oltre 143 milioni di euro per il 2021 e a più di 8 milioni di euro per il 2022, si inserisce nell’ambito del complesso processo di riallineamento del ciclo di gestione di bilancio”.
Le opposizioni però lamentano che le carte dell’assestamento non sono ancora approdate in commissione. (red.)






