L’AQUILA – Repetita iuvant: anche il Collegio dei revisori dei conti della Regione Abruzzo, nel passare al vaglio il bilancio di previsione che andrà approvato entro il 31 dicembre, ribadisce quello che già con toni molto più duri ha evidenziato la Corte dei conti.
La manovra rischia non avere coperture certe, perché non sono stati effettuati i riaccertamenti contabili per gli anni 2014, 2015 e 2016 per vedere se i crediti sono ancora reali, e i debiti non siano per caso aumentati. I conti vengono fatti quadrare con un avanzo di amministrazione solo presunto di 196 milioni di euro.
Il collegio composto da Stefano Fraticelli, Ottaviana Giagnoli e Giuseppe Castelli, esprime comunque un parere positivo alla manovra di bilancio, ma il suo è un parere positivo “condizionato”.
Si sollecita infatti la Regione a stringere i tempi per i riaccertamenti contabili indicando una marcia forzata: entro il 31 gennaio 2017 va approvato il rendiconto 2014, entro il 30 marzo il rendiconto del 2015, entro il 30 giugno il rendiconto 2016. Nel frattempo, ovvero fino a giugno 2017 è necessario tirare la cinghia ed effettuare nessuna spesa che non sia obbligatoria.
Il Collegio dei revisori non fa altro che ribadire quello che ha scritto in termini più generali la sezione regionale della Corte dei Conti, che ha denunciato che si continuano ad accumulare “gravissimi ritardi” e ad assumere “comportamenti omissivi” nel riaccertamento dei debiti e dei crediti, per poter quantificare con esattezza la consistenza, e dunque il disavanzo accumulato negli anni.
“Non solo non ha posto rimedio, ma ha ulteriormente aggravato per via del tempo inutilmente trascorso”, hanno tuonato i giudici, mentre il “rosso” oggi stimato, ma solo in modo approssimativo, potrebbe essere molto più ingente.
I toni usati dai giudici contabili non sono però piaciuti all’assessore al Bilancio Silvio Paolucci, che ha parlato di “uso abnorme di aggettivi demolitivi” e del non riconoscimento degli sforzi di questa Giunta, che si è dovuta fare carico delle rendicontazioni non fatte dalle precedenti amministrazioni.
Al di là dei toni e delle responsabilità, resta il fatto che la Regione deve suo malgrado fare i conti con un macigno rappresentato da un disavanzo accumulato negli anni di ben 487 milioni di euro circa.
E per ripianarlo è stato disposto un piano di rientro con “rate” di 48,7 milioni di euro all’anno fino al 2025. Il problema è che però potrebbero non bastare, visto che il disavanzo un volta che sarà stata fatta chiarezza e pulizia nei conti del 2014, 2015 e 2016, potrebbe ancor di più lievitare.
“È doveroso rilevare e stigmatizzare – scrivono dunque i revisori dei conti – il comportamento tenuto dall’ente, il quale nonostante i reiterati inviti formulati ed i conseguenti impegni formalmente assunti non ha ancora posto rimedio alcuno ai notevoli ritardi accumulati“ relativi alla predisposizione del rendiconti 2014 e 2015, all’assestamento dei conti del 2014, 2015 e 2016.
I revisori riconoscono gli sforzi compiuti dalla regione chiamata a recuperare il tempo perduto, e a svolgere un attività complessa, ma ciò non togli che “gli adempimenti non sono una violazione formale, in quanto si mina alla base la validità e finanche la legittimità del bilancio di previsione”.





