AVEZZANO – “Sarà un bilancio oculato, o meglio attento, che dovrà tener conto degli accantonamenti imposti dal Governo per far fronte al disavanzo sanitario ed al contributo alla finanza pubblica. Sulle eventuali maggiori entrate e conseguenti ‘tesoretti’, non abbiamo il dono della chiaroveggenza, i dati arriveranno solo a dicembre. Ma i conti sono apposto”.
Nell’intervista a tutto campo in esclusiva ad Abruzzoweb, l’assessore regionale al Bilancio e Personale, Mario Quaglieri, di FdI, 54enne medico chirurgo ed ex sindaco di Trasacco, in provincia dell’Aquila, conferma le difficoltà di bilancio, principalmente legate al pesante buco della sanità, ma anche i conti suo dire sotto controllo.
Nelle settimane che precedono trattative e tortuosi percorsi prima di entrare nella sessione di bilancio da approvare entro fine anno, il recordman di preferenze con 11.754 voti alle elezioni del marzo 2024, che hanno riconfermato il centrodestra di Marco Marsilio per un secondo, storico mandato, fa intravedere anche uno spiraglio per la fine dell’anno quando si saprà se ci sarà un ‘tesoretto’ per gli abruzzesi.
Quaglieri nell’intervista non nasconde poi le sue ambizioni, per eventuali candidature alle Politiche, nel 2027 e addirittura a presidente della Regione, nel 2029: “sono pur sempre il più votato”, ma ogni discorso “è prematuro”. “Non so dirvi dove cadrà la mia scelta, ma posso dire che in politica contano i numeri, rappresentati dai voti. Non resterò di sicuro alla finestra e farò valere la mia voce nei competenti tavoli, questo non per protervia”, afferma comunque.
L’assessore non perde l’occasione di attaccare come aveva già fatto in aula il capogruppo del Patto dell’Abruzzo, il professor Luciano D’Amico, un po’ il suo bersaglio preferito, ribadendo un’idea diametralmente opposta sui cosiddetti “fondi a pioggia” e “marchette” distribuiti a fine anno in bilancio a discrezione di consiglieri e assessori, contro l’ex rettore dell’Unite e candidato presidente nel 2024 sconfitto da Marco Marsilio di Fdi, ha più volte tuonato.
“Definirli in questo modo un’offesa nei confronti delle centinaia e centinaia di beneficiari sono un aiuto concreto e ossigeno per associazioni in realtà era presente il tessuto e il motore della società civile”.
Quaglieri si dice poi non preoccupato per l’esito delle due inchieste a suo carico, potenzialmente dannose per la sua carriera, avviate dalla procura della repubblica dell’aquila e poi trasferite per competenza territoriale, ad Avezzano: quella della Procura di Avezzano sul presunto uso illegittimo per fini personali della sim telefonica con costi a carico del Comune di Trasacco, di cui giorni fa è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, filone secondario, e l’inchiesta madre che coinvolge Quaglieri in relazione a un presunto conflitto di interessi tra il suo ruolo di assessore al Bilancio prima e di presidente commissione Sanità nella passata legislatura, e la sua attività di medico chirurgo. Indagine che riguarda anche Lucia Di Lorenzo, titolare della clinica privata dove Quaglieri opera con contratto di consulenza.
“Ho piena fiducia nella giustizia, sono sereno e credo fermamente che presto tutto si risolverà” e sulla sim aggiunge: “perché avrei dovuto approfittare di poche decine di euro a titolo di canone telefonico del Comune di Trasacco quando per diversi anni, nel ruolo di Sindaco, non ho percepito migliaia di euro a titolo di indennità lasciandoli nelle casse dello stesso Comune?”.
In una precedente intervista a questa testata, Quaglieri aveva annunciato di fatto la rottura del sodalizio con il sindaco civico Gianni Di Pangrazio, che correrà alle comunali di primavera 2026 per il suo terzo mandato. Chiudendo così il sodalizio politico che portò Quaglieri ad appoggiare Di Pangrazio alle elezioni comunali del 2020, attraverso una civica, che ha eletto il suo collaboratore politico in giunta, Nello Simonelli, poi accusato di aver “tradito” Fdi che aveva appoggiato Tiziano Genovesi, ai tempi leghista, ora in Fi. Mentre Di Pangrazio aveva appoggiato Quaglieri alle elezioni del 2024.
Quaglieri ha dunque formulato endorsement alla candidatura dell’ex questore 65enne Alessio Cesareo, assicurando poi che non c’è nessun conflitto con il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Massimo Verrecchia, avezzanese e altro big delle preferenze, con 7.761 voti alle regionali, considerato il suo acerrimo nemico interno. Questo dopo che i due, per mesi, se le sono date di santa ragione.
Assessore Mario Quaglieri, prima di tutto: come sono messi i conti della Regione Abruzzo?, Che bilancio di previsione sarà quello di dicembre?
Sarà un bilancio oculato, o meglio attento, che dovrà tener conto degli accantonamenti imposti dal Governo per far fronte al noto disavanzo sanitario ed al contributo alla finanza pubblica. Metteremo, comunque, in campo tutte le forze per soddisfare al meglio le esigenze primarie dei nostri concittadini e dei nostri territori.
Lei ha detto chiaro e tondo in commissione consiliare che non ci saranno entrate aggiuntive con cui ripristinare fondi per ora tagliati, lo conferma?
Ribadisco, ancora una volta, per fare chiarezza, quelle che comunemente definiamo maggiori entrate in realtà sono entrate che non dipendono dalla nostra volontà, ma da dati contabili a noi comunicati dal Mef e dall’Agenzia delle Entrate. Il Mef solitamente comunica tali dati in due periodi annuali: luglio e dicembre. Pertanto, ad oggi, a meno che qualcuno non abbia poteri di chiaroveggenza, mi sembra difficile si possano dare stime, cifre e dati certi. Poi, per ciò che riguarda le entrate da stimare relative al pagamento del bollo o cartelle esattoriali ad esempio, siccome esse avvengono periodicamente, ne avremo l’esatta contezza solo alla registrazione delle stesse. Basti pensare, però, notizia di pochi giorni fa, che a livello nazionale solo il 3% di coloro che hanno scelto di aderire alla rottamazione quater sono in regola con i versamenti.
Il dibattito politico è stato caratterizzato dalla polemica sui cosiddetti fondi a pioggia: quale è la sua posizione? Si può trovare un punto di equilibrio tra discrezionalità da parte dei consiglieri eletti e criteri oggettivi come chiede ad esempio Luciano D’Amico?
Definirli in quel modo è un offesa nei confronti delle centinaia e centinaia di beneficiari stratificati nell’intera Regione Abruzzo, senza distinzione di Provincia o campanile. E’ un aiuto concreto, invece, anzi lo definirei ossigeno per le associazioni sportive, culturali, sociali, musicali, pro-loco ed enti del terzo settore che rappresentano il tessuto ed il motore di una società civile.
Al Professor D’Amico, così come già fatto in aula, ribadisco che la grandissima parte dei suoi compagni di viaggio di minoranza, nelle scorse finanziarie, hanno dismesso i panni dei buon samaritani ed hanno partecipato attivamente alla stesura degli allegati. Ovviamente ciò è rinvenibile leggendo attentamente gli allegati alla leggi di Bilancio Regionale degli scorsi anni. Pertanto, non credo sia questo l’argomento sul quale qualcuno possa fare una lectio magistralis.
Come giudica, da stimato medico chirurgo, da addetto ai lavori, le politiche di contenimento del deficit? Al di là del pur decisivo aspetto della tenuta contabile, quali sono le criticità che la sanità abruzzese deve superare, e quali invece i punti di forza?
Questa è una materia di esclusiva competenza del Dipartimento Sanità, al quale comunque non faccio venir meno il mio supporto.
C’è chi ironizza nei banchi dell’opposizione che lei è un po’ troppo sintetico nei suoi interventi d’aula e in commissione, e che chi lo accusa di essere un po’ troppo assente. Cosa risponde?
A differenza di molti che siedono sui banchi dell’opposizione ho una professione, non da ieri, e non vivo di politica. Ahimè o per fortuna svolgo una professione dove il rapporto col paziente è vitale e necessario. Quindi, un paio di giorni alla settimana li dedico alla mia professione. Il resto del tempo lo dedico alla politica, agli amici ed alla mia famiglia. D’altronde i consiglieri di minoranza aspettano le due sedute mensili di Consigli Regionali per avere visibilità e si preparano al provino che recitano in aula. Il mio assessorato comprende molte deleghe (più di dieci) , importantissime, quindi mi divido tra i miei uffici di l’Aquila, Avezzano e Pescara. Provate a chiedere se sono mai mancato ad un invito in tutta la Regione, evento o incontro istituzionale che sia, ovviamente nei giorni che non opero. Per ciò che concerne la sinteticità essa è una deformazione professionale, sono chirurgo, non mi dilungo nelle assillanti memorie demagogiche, cerco di essere pratico e risolutivo. Infatti, i provvedimenti proposti su iniziativa del mio assessorato vengono vagliati positivamente dal Mef e dalle altre autorità preposte ai controlli.
Come si fa a diventare recordman delle preferenze, come lei è stato alle ultime elezioni regionali con quasi 12mila voti?
Stando in mezzo alla gente, appartenendo alla gente, ascoltando la voce di ciascuno cercando di immedesimarmi in ognuno di essi e, soprattutto, rispettando la dignità di ogni singolo individuo.
Collegio elettorale unico regionale: le opposizioni e non solo, affermano che penalizzerà i candidati (come lei) delle aree interne meno popolose rispetto all’Abruzzo costiero, e che ci vorranno molti più soldi per fare la campagna elettorale in tutto l’Abruzzo.
Credo che il principio cardine della nostra democrazia elettiva sia la preferenza. In base all’ultima tornata elettorale non credo possa lamentarmi! E’ vero che appartengo alle cosiddette aree interne ma, a meno che qualcosa non sia cambiato a mia insaputa, sono certo che il voto dell’abruzzese “interno” valga come quello di quello “costiero”. Poi, ho moltissimi amici sparsi sull’intero territorio abruzzese, se tanto mi da tanto, non penso possano decrementare le mie preferenze, anzi, ragionando in ottica di Collegio Unico, è fortissimo il rischio che possano aumentare considerevolmente. Chiudendo, non è il collegio unico o altro sistema elettorale che danno più o meno garanzie, ma il lavoro svolto quotidianamente, percepito dai cittadini che alle urne esprimono la propria preferenza.
All’orizzonte ci sarà una sua candidatura in parlamento, o anche a presidente della Regione?
Credo sia prematuro fare scelte o intraprendere percorsi. Di sicuro c’è un dato inconfutabile ed oggettivo, ovvero che sono il rappresentante politico che ha ottenuto più voti in Regione. Non so dirvi dove cadrà la mia scelta, ma posso dire che in politica contano i numeri, rappresentati dai voti. Non resterò di sicuro alla finestra e farò valere la mia voce nei competenti tavoli, questo non per protervia, ma semplicemente perché sono e sarò sempre un rappresentante della gente, la stessa che ha fatto crescere me ed il mio partito in modo considerevole.
Come vede la sua maggioranza spesso conflittuale? In particolare, c’è coesione e compattezza intorno ad un presidente energico e decisionista come Marco Marsilio?
Non vi è alcun conflitto in maggioranza. Vi sono sicuramente diverse anime che rappresentano i partiti della coalizione. Avere punti di vista differenti non è sinonimo di conflitto, anzi, è la genesi del confronto, della condivisione che trova in Marco Marsilio il miglior mediatore, anche se la minoranza non la pensa così. La determinazione del nostro presidente è un valore aggiunto sia per l’esecutivo che per i membri del consiglio regionale, con lui la Nostra Regione gode di enorme considerazione a livello nazionale.
Come considera la situazione delle opposizioni del campo largo?
Beh , credo che abbiano da lavorare, molto! Se vogliono riconquistare credibilità presso gli elettori, non credo sia questa la strada giusta. Se pensiamo all’ultima tornate elettorale, nelle Marche, possiamo vedere come le unioni di più partiti nate solo per “sconfiggere” il centrodestra non pagano, anzi, evidenziano ancor più come la gente non creda più “ai profeti dell’ovvietà.”
Dovrebbero sostituire la loro eterna arte discorsiva priva di concretezza con proposte credibili, realizzabili, a beneficio del cittadino comune, proprio quel cittadino che millantano di rappresentare ma del quale non conoscono le esigenze primarie.
E’ preoccupato per la vicenda giudiziaria che la vede coinvolto con i due filoni di indagini relativi all’utilizzo della SIM del Comune di Trasacco del quale è stato a lungo sindaco e al presunto conflitto di interessi tra la sua professione di medico consulente di una struttura privata e quella di politico ed amministratore?
Ho piena fiducia nella giustizia, sono sereno e credo fermamente che presto tutto si risolverà.
Per ciò che riguarda la mia professione mi sembra sia chiaro il dettato normativo in materia, così come confermato da molte pronunce giurisprudenziali che escludono categoricamente la mia incompatibilità nel ricoprire il ruolo di Assessore Regionale.
Riguardo la sim mi chiedo: perché avrei dovuto approfittare di poche decine di euro a titolo di canone telefonico del Comune di Trasacco quando per diversi anni, nel ruolo di Sindaco, non ho percepito migliaia di euro a titolo di indennità lasciandoli nelle casse dello stesso Comune?
Ripeto, ho piena fiducia nell’operato della magistratura che saprà chiarire quanto contestato.
Quali dovranno essere per lei le riforme e le leggi che il centrodestra dovrà prioritariamente portare a casa in questa seconda fase del Marsilio bis?
Abbiamo intrapreso un percorso nella scorsa legislatura, questa servirà a concretizzare gran parte delle linee programmatiche adottate. Basti pensare agli investimenti relativi al comparto delle infrastrutture, dai porti all’aeroporto, sino ad arrivare all’alta velocità e l’edilizia sanitaria.
Grande attenzione la continueremo ad incentrare sulle cosiddette aree interne, per renderle sempre più collegate ai grandi centri evitandone lo spopolamento, soprattutto potenziandone i servizi. Continueremo altresì ad investire sulle infrastrutture sportive e sullo sport in generale, in tutte le sue discipline, così da far conoscere anche sotto l’aspetto turistico esperienziale la bellezza della nostra Regione. Cercheremo, quindi, di costruire un Abruzzo migliore da consegnare nelle mani delle future generazioni.





