PESCARA – “Chiodi vaneggia e continua a dire bugie imbarazzanti”. L’accusa arriva dal capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro (nella foto). “Grazie all’opposizione e a qualche sussulto di dignità di alcuni componenti della maggioranza – spiega – Chiodi ha smentito se stesso, diciamo che ci ha provato ed è stato “tanato”. Ha provato a sottrarre 10 milioni delle donazioni frutto della generosità degli italiani per il terremoto, ed è stato costretto a ridarli all’Aquila”.
“Altra bugia – prosegue – il contenzioso sui trasporti che si riferisce agli anni 1987-2003, quindi non c’entrano nulla con il centrosinistra (basta guardare gli anni in cui si è generato il contenzioso), ma come mai a Chiodi non era venuto in mente, prima delle polemiche, di proporre il pagamento in due rate e in due annualità nella precedente variazione di bilancio, che si è dovuta rimangiare? Con questa operazione sono stati salvati i 6 milioni di euro destinati dalle assicurazioni per i danni alle strutture della Regione all’Aquila a seguito del terremoto. Anche in questo ha provato lo “scippo”, ma non gli è riuscito”.
“Un’altra bugia – attacca D’Alessandro – con l’aggravante della reiterazione: Chiodi e Venturoni non stanno risanando nulla, ciò che genera riduzione del deficit si chiama piano di rientro e chi lo ha approvato? Il centrosinistra. Chiodi in questi 15 mesi ha modificato il nostro piano di rientro o ne ha approvato uno nuovo? La risposta è no. Dunque il piano di rientro in vigore è quello nostro e sta generando recuperi consistenti di debito”.
“Il problema è un altro – riprende il capogruppo – Quando approvammo il piano di rientro e il governo nazionale ci impose l’obbligo di applicare maggiorazioni alle aliquote fiscale c’era un altro Abruzzo, che oggi non c’è più. Non c’era stato il terremoto, né una crisi devastante che fa dell’Abruzzo la Regione che ha registrato il maggior aumento di ore di cassa integrazione rispetto alle altre Regioni d’Italia”.
“Questo quadro – conclude – non è un dettaglio, ma la sostanza. Il fallimento politico e di governo di Chiodi sta tutto qui, cioè non contare per nulla a Roma, limitarsi a passerelle mediatiche, dire spesso bugie e fare annunci a cui non seguono fatti, non riuscendo a far comprendere al Governo nazionale che la situazione è straordinaria, più che in ogni altra Regione, e richiede interventi straordinari”.





