L’AQUILA – Ottenere dal governo 80 milioni di euro aggiuntivi per spese straordinarie covid, per ridurre nei limiti della sostenibilità il debito della sanità che è superiore ai 300 milioni di euro. Evitando di aumentare le tasse ed effettuare tagli draconiani.

Compensare gli effetti della Corte costituzionale, che ha bocciato il piano di risanamento a 20 anni, imponendo i 10 anni, e sono stati trovati in extremis 17,5 milioni di euro per aumentare intanto la rata annuale, che era finora di 29 milioni.

Queste le due partite centrali della manovra di bilancio della Regione Abruzzo, una delle più complicate da far quadrare degli ultimi anni, come evidenziato in una intervista al quotidiano Il Centro, dall’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris.

Nel dettaglio, il bilancio di previsione licenziato dalla Giunta prevede una maggiorazione di oltre 17.5 milioni sulle rate annuali del piano di ammortamento di rientro del debito portando, nello specifico, le quote annuali del disavanzo 2014 da 25.5 milioni a 34.2 milioni e le quote annuali del disavanzo 2015 da 4.4 milioni a 13.2 milioni.

Un bilancio da 5 miliardi di euro, di cui oltre il 70% assorbito dal capitolo della sanità, e il primo passaggio è stato quello di ieri sera con l’approvazione della giunta del testo base.

“Il bilancio approvato  – ha spiegato Liris in una nota di ieri sera –   mobilita circa 5 miliardi di euro, contiene un nuovo piano di rientro dal debito senza prevedere alcun taglio ai servizi essenziali e questo è un risultato da non sottovalutare. Raggiungere un risultato del genere in così poco tempo non era obiettivo facile ma ce l’abbiamo messa tutta e per questo devo ringraziare l’intera macchina amministrativa del settore”, afferma l’assessore, ricordando come sul provvedimento abbia pesantemente inciso la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito l’illegittimità della decisione della Regione di rientrare dal deficit finanziario in vent’anni anziché in dieci”.

“Qualsiasi Regione sarebbe stata messa in ginocchio da una sentenza del genere – ha rilevato Liris, “mentre, anche grazie al serrato confronto con la Corte dei Conti, siamo riusciti a perfezionare un nuovo piano di rientro che ci consente di non lasciare debiti alle future generazioni, dei quali comunque non avremmo avuto alcuna responsabilità diretta”.

“Proprio alla luce della sentenza – spiega l’assessore – ma anche a causa delle riduzioni dei trasferimenti di risorse da parte dello Stato e in virtù delle ingenti spese che si sono dovute affrontare per il contenimento della pandemia, la spesa regionale iscritta nel bilancio è stata sensibilmente contratta”.