L’AQUILA – “Chiuso per sciopero dalle 19.00 di martedì 11, alle 07.00 di venerdì 14 Dicembre”.
È questo il cartello che gli automobilisti di tutta Italia si troveranno di fronte martedì sera dalle 19, a causa dello sciopero nazionale dei distributori confermato questo pomeriggio da Fegica Cisl, Faib Confesercenti e Figisc-Anisa Confcommercio al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico.
Se tra gli automobilisti è già scattata la corsa ad accaparrarsi i pieni disponibili, tra i benzinai c’è rabbia ma anche la speranza che “finalmente qualcosa potrebbe cambiare”.
“Questo sciopero è contro il Governo e contro le compagnie petrolifere”, afferma Luciano Di Simone, presidente dei distributori di Pescara che spiega ad AbruzzoWeb la grave situazione in cui versano da anni i gestori di distributori di marche note, chiamati anche “pompe colorate”, costretti a sottostare a contratti con le compagnie petrolifere ormai poco vantaggiosi.
“Le pompe bianche (distributori invece senza marca, ndr) stanno spuntanto come funghi e propongono ai clienti prezzi sempre più abbordabili dei nostri. Possono permetterselo perché acquistano le benzine direttamente dalle compagnie petrolifere – spiega Di Simone – Noi, invece, che siamo Eni, Esso, Tamoil eccetera, investiamo su una maggiore qualità, ma per questo siamo costretti ad avere prezzi più alti e noi singoli gestori, su ogni litro che vendiamo, guadagniamo circa il 2 per cento”.
“Inoltre – continua il presidente – quando ci sono gli sconti come quelli estivi o quelli che proponiamo alle pompe del self service, il nostro incasso scende allo 0,5 per cento. E grazie al decreto sulle liberalizzazione dell’anno scorso noi arriviamo anche a guadagnare zero. Perché chi paga con Pagobancomat un importo inferiore a cento euro, non ha costi di commissione. Ma in realtà a noi hanno aumentato i costi di gestione del Pos ed è come se la commissione la pagassimo noi benzinai”.
“Con la crisi che c’è e i costi di gestione dell’attività non riusciamo ad andare avanti”, conclude.
QUESTO IL VOLANTINO DI PROTESTA
I gestori Figisc Confcommercio sono in sciopero:
Per evitare che la crisi del sistema provocata da altri ricada solo sui gestori;
Per mettere la parola fine alla partecipazione dei gestori ai costi degli sconti;
Per impedire che compagnie petrolifere, retisti e governo cancellino la categoria per sostituirla con le “macchinette” self;
Per rivendicare, con dignità e forza, il diritto a contratti equi, a prezzi non discriminanti ed a margini giusti;
Per ottenere che i 2 eurocent/lt sottratti dalle compagnie alla categoria, tornino nella piena disponibilità dei gestori. Subito!;
Per dimostrare che la categoria non è morta e ha ancora la voglia di difendere il proprio lavoro ed il proprio futuro;
Per gridare forte che i diritti faticosamente conquistati non sono negoziabili e che nessuno può pensare di riportare i gestori indietro nel tempo;
Per ottenere, tutti insieme, il rispetto delle regole;
Per riappropiarci, tutti insieme, dei diritti calpestati;
Per definire, tutti insieme, nuove iniziative che non si esauriscano con questa mobilitazione e aprano le porte al futuro e alla speranza.






