L’AQUILA – “La scelta di far ascoltare ‘Bella ciao’ a dei bambini di una scuola secondaria aquilana è semplicemente inopportuna”.

Il portavoce di Fratelli d’Italia dell’Aquila, Michele Malafoglia, si inserisce nella polemica sollevata ieri da Daniele D’Angelo, consigliere comunale di Bnevenuto Presente, lista del sindaco di Fdi, Pierluigi Biondi.

“Al contrario sarebbe del tutto pertinente l’Inno d’Italia, che rappresenta tutti noi. Far nascere un sentimento di orgoglio per l’appartenenza ad una Nazione dovrebbe essere il fondamento per l’educazione dei ragazzi – scrive su Facebook – Io sto con Daniele D’Angelo”, conclude Malafoglia.

Al centro del polverone è finita una insegnante della scuola media Patini del capoluogo abruzzese, “rea” di non aver rispettato la neutralità politica nell’istituto.

D’Angelo, da sempre vicino agli ambienti di destra, facendosi portavoce di un gruppo di genitori, nel definirsi “indignato”, ha sottolineato di essere pronto ad agire anche per vie legali qualora il comportamento venga reiterato.

Il consigliere racconta sui social di aver ricevuto “Commenti da vomito, insulti e minacce” e aggiunge che “Forse fascista è qualcun altro a quanto pare. Sono per un socialismo puro al fianco del lavoro e contro la politica nelle scuole”, rimarca.

“Sono amareggiato dell’entrata a gamba tesa e dell’intromissione della politica nella scuola. La libertà di insegnamento è uno dei cardini della Costituzione italiana, che va difeso con i denti. La canzone in oggetto non è scandalosa, semmai è l’inno che celebra l’atto di nascita della nostra democrazia”, ha precisao ieri in una nota il dirigente scolastico della scuola Patini Marcello Masci, che si dissocia dalle parole a lui attribuite da D’Angelo.

Anche il presidente del Consiglio d’Istituto della Mazzini Patini, Maurizio Mucciarelli, interviene sulla vicenda degli attacchi lanciati da D’Angelo nei confronti della docente di musica della scuola media Patini, accusata dal consigliere di Benvenuto Presente di aver fatto cantare in classe “Bella Ciao”, canzone inserita nei testi scolastici: “Vogliamo che il consigliere comunale chieda scusa alla professoressa, al dirigente scolastico, ma anche agli alunni, che sono le vere vittime della sua inaccettabile strumentalizzazione politica”.

Mucciarelli parla a nome della componente dei genitori del Consiglio d’Istituto: “Con convinzione prendiamo le distanze e ci dissociamo da quanto dichiarato dal consigliere comunale D’Angelo”, afferma Mucciarelli, “sottolineando che non esiste alcun gruppo di genitori che condivide le sue accuse. Riteniamo invece doverose le sue scuse alla professoressa ingiustamente coinvolta in questa vicenda, al dirigente scolastico Marcello Masci che ha difeso la libertà d’insegnamento e soprattutto ai nostri figli, utilizzati per fini politici. La politica, a nostro avviso, non deve entrare nelle scuole e non deve prendere di mira gli insegnanti che ogni giorno si prodigano per accompagnare la crescita dei nostri figli”.

Immediata sui social la replica di D’Angelo: “I rappresentanti di istituto devono sapere che non tutti i genitori sono di una parte politica e se manifestano dissenso verso la politica nelle classi è democrazia. Non mi sento di coinvolgere genitori che hanno mandato messaggi e video dei figli protestando contro la vicenda. Il preside è comunque al corrente di tali messaggi. Mi riservo se ce ne fosse bisogno di chiedere l’autorizzazione ai genitori che hanno manifestato la propria indignazione per renderli pubblici. Al momento con questo polverone capisco la loro voglia di restare in anonimato”.

Per le scuse, forse la professoressa dovrebbe portarle agli alunni e lasciarli formare senza indottrinamento. (a.c.p.)