L’AQUILA – Per L’Aquila non un decreto “milleproroghe”, ma un “milleballe”. A lanciare l’accusa è l’esponente del presidio permanente di piazza Duomo, nonché presidente della partecipata del Comune Asm, Luigi Fabiani.

“Leggendo gli articoli – scrive in una nota – anche uno sprovveduto nota immediatamente la differenza: ai veneti è stata data copertura finanziaria con l’articolo 3, mentre per il terremoto dell’Aquila è previsto che, salvo ‘conigli dal cilindro’ o salvo variazioni di peso politico tra Tremonti e Letta, quello che non pagheremo nei primi sei mesi lo dovremo pagare nei secondi sei mesi. Perché il nostro rinvio non deve ‘determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica’”.

Una situazione inaccettabile secondo Fabiani, per cui “l’unica soluzione sono le immediate dimissioni del governatore Gianni Chiodi e dell’intera Giunta regionale, tra cui il vice presidente Giorgio De Matteis (che però è vice presidente del Consiglio e non fa parte dell’esecutivo, ndr), perché per di più aquilano”.

“Dov’è quel De Matteis – si chiede Fabiani – che, non più tardi di agosto-settembre 2009, tuonava in difesa dell’Aquila in un comizio alla Villa comunale? Succube, supino, prono. Praticamente stampella di un governatore “fantasma”, neanche capace di ribellarsi ai suoi superiori per la brutta figura che gli stanno facendo fare nel confronto con Luca Zaia (governatore del Veneto, ndr)”.

“Tra sei mesi – conclude Fabiani – dovremo fare un’altra manifestazione, un’altra battaglia e un Chiodi o un De Matteis di turno verranno a dirci che non serve, che siamo ‘ingrati’, che termine offensivo e umiliante! Io non ci sto”.