L’AQUILA – “Vogliamo aprire a Barisciano un Parco tematico della salute e dell’ambiente, un progetto da 250 mila euro che potrebbe coinvolgere e formare gruppi di 150 persone al giorno, ma il Comune ci sta ostacolando in tutti i modi!”.
Dopo aver investito tempo, soldi e un terreno in questo progetto da 5 mila metri quadrati che, però, ancora non vede la luce, Alfredo Pellecchia ha deciso di rivolgersi ad AbruzzoWeb riepilogando tutta la trafila che ha portato lui e i suoi soci a chiedere e ottenere, tra mille difficoltà, le autorizzazioni per aprire il parco “Adventure Gang”: un progetto fortemente ostacolato dall’amministrazione.
“Il parco – spiega Pellecchia – si trova su un terreno di proprietà dei soci dell’associazione Asd Scuola attività motorie L’Aquila, nata nel 1985 e inserita nel sistema di protezione civile regionale. All’interno dell’area ci saranno oltre 50 attività tutte all’aperto, naturalistiche, ambientali, sportive, culturali, di cura e mantenimento del territorio anche sotto forma di percorso. Abbiamo pensato anche al primo campo di addestramento per ragazzi della Protezione civile”.
Pellecchia ricorda che “siamo andati al Comune e abbiamo chiesto al sindaco, Francesco Di Paolo, se il progetto gli andasse bene e lui ha accettato. Ci ha chiesto – aggiunge – di produrre un documento scritto con il progetto e da dicembre 2010 fino ad aprile 2011 non abbiamo saputo più nulla. Ogni volta che andavamo in Comune mancava sempre qualcosa, ci chiedevano documenti di integrazione”.
Per ovviare allo stallo, a maggio si è deciso di presentare una dichiarazione d’inizio attività (Dia).
“Passati 30 giorni siamo partiti con i lavori – riprende Pellecchia – e abbiamo realizzato quasi tutto: campo polivalente, area attrezzata, container con magazzini e laboratori di computer o didattici. Con la tensostruttura di 220 metri quadrati che era nella Dia, invece, è andata male: appena abbiamo cominciato a realizzarla sono cominciati i problemi da parte del tecnico comunale. A suo dire questa struttura era abusiva, difforme. Forse non ha letto le carte”.
“Dopo il suo minaccioso sopralluogo sul campo – continua – ne sono cominciati altri da parte di Forestale, Vigili urbani e perfino l’Ingv. Quindi la Soprintendenza che ci ha costretto a operare cambiamenti nel progetto dopo la scoperta di alcune tombe risalenti all’età del ferro”.
A metà agosto dell’anno scorso è arrivata la sospensione dei lavori che, però, “di fatto erano già finiti, con la motivazione di abuso e difformità rispetto al progetto presentato, ma le difformità erano conseguenti all’intimazione della Soprintendenza che ha costretto a modificare la posizione del campo gioco e della tecnostruttura proprio in presenza delle tombe: loro ne immaginano che ce ne siano una quarantina”.
Altri problemi ci sono stati per la variante in sanatoria alla Dia, presentata a settembre: “Lo stesso tecnico – prosegue l’imprenditore – ha risposto che non poteva essere accettata mancando dei requisiti: il titolo di imprenditore agricolo e almeno un ettaro di terra a disposizione. Abbiamo integrato anche questi a ottobre ma invece delle autocertificazioni ha preteso documenti originali”.
E così via, un ostacolo dopo l’altro. “Glieli abbiamo consegnati il 2 dicembre, dopodiché non abbiamo saputo più nulla fino al 22 aprile, quando abbiamo chiesto l’allaccio alla rete fognaria, l’unico impianto che mancava”.
“Ma per il tecnico – conclude Pellecchia – tutta questa struttura è abusiva e va smantellata. Eppure si tratta dell’unico progetto su sport, salute, ambiente e sociale che si è aggiudicato un contributo di 42 mila euro da parte dell’Unione europea. Qualcosa vorrà dire, o no?”.



