ROMA – “Negli ultimi venticinque anni e con ogni probabilità nel futuro, la demografia ha dato e darà un contributo diretto sensibilmente negativo alla crescita economica”.
L’allarme, riporta l’Agi, è contenuto in un Occasional Paper della Banca d’Italia, secondo cui “i flussi migratori previsti limiteranno l’ampiezza di tale contributo negativo”, anche se “non saranno in grado di invertirne il segno”.
Di qui l’invito dei tre curatori dello studio – Federico Barbiellini Amidei, Matteo Gomellini e Paolo Piselli – a intervenire su estensione della vita lavorativa, aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro e incremento nei livelli di istruzione per “contrastare i puri effetti contabili legati all’evoluzione nella struttura per età”.
Il contributo alla crescita economica della modifica nella composizione per età della popolazione, affermano i ricercatori, “può essere significativo. Paesi la cui popolazione mostra, ad esempio, una quota di giovani in crescita hanno le potenzialità per raccogliere un dividendo dall’evoluzione demografica attraverso l’aumento dell’offerta di lavoro per quantità e qualità.



