PESCARA – “Una fretta sospetta” quella della regione Abruzzo, che ha indetto un avviso per la nomina del nuovo direttore generale dell’Agenzia regionale dell’Ambiente (Arta), che dovrà sostituire l’attuale direttore in scadenza Mario Amicone.
L’avviso infatti non applica la legge 28 giugno 2016, che entrerà in vigore il 14 gennaio 2017, e che impone finalmente che gi aspiranti direttori delle Agenzie regionali dell’Ambiente, debbono essere scelti tra coloro che possono vantare “un’elevata professionalità e qualificata esperienza nel settore ambientale”.
L’avviso della Regione, emanato prima dell’entrata in vigore della legge, non prevede dunque questo esclusivo requisito, limitandosi a considerare come requisiti non solo la “vasta esperienza nel settore ambientale”, o anche “in attività nel settore privato” e “nel contesto di organismi pubblici”.
Si apre cioè ancora una volta la porta a direttori dell’Arta, un organismo dal forte connotato tecnico, che non sono esperti nelle materie ambientali, che nulla sanno di chimica e biologia, o di come si gestisca un laboratorio di analisi, visto che la categoria di chi ha operato in organismi pubblici, e nel settore privato e a dir poco ampia e vaga. Polemiche a tal proposito si verificarono anche con la nomina di Amicone, ex consigliere regionale del centrodestra, che non aveva competenze specifiche nel settore ambientale, a differenza di altri candidati che avevano risposto al bando.
A denunciare con forza le storture di questo avviso, il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, che alla vicenda ha dedicato un’interrogazione che chiede di revocare l’avviso.
“Finalmente – afferma Pettinari – per legge è stabilito che i Direttori di queste strutture strategiche per la protezione ambientale e per lo sviluppo sostenibile, debbano essere presi tra persone effettivamente competenti in materia e non nel novero degli amici del presidente di turno o per meriti diversi. Infatti la fretta di procedere alla nomina del direttore generale dell’Arta prima del 14 gennaio 2017 e dunque prima che scada il regolare mandato dell’attuale direttore consentirebbe, alla giunta regionale, di poter nominare anche persone che non hanno i requisiti minimi stabiliti dalla legge nazionale e verificati dall’Ispra per l’iscrizione all’apposito albo”.
Entrando nel merito Pettinari spiega che “la nuova legge nazionale stabilisce che il direttore generale dell’Ispra e i direttori Generali delle Agenzie regionali sono nominati, secondo le procedure previste dalla legge per ciascun Ente, tra soggetti di elevata professionalità e qualificata esperienza nel settore ambientale e che ‘presso l’Ispra è istituita un’anagrafe dei direttori generali , costantemente aggiornata e pubblicata nel sito internet medesimo, contenente le informazioni sui requisiti professionali e sulla retribuzione degli stessi'”.
Al fine di consentire alle Regioni l’adeguamento della propria normativa di settore al nuovo sistema, l’entrata in vigore della predetta legge pubblicata in giugno su Gazzetta Ufficiale, è fissata come detto a partire dal 14 gennaio 2017.
“La Regione Abruzzo – prosegue Pettinari – sembra aver dato vita ad una corsa per anticipare la nomina del nuovo direttore, prima che entri pienamente in vigore la legge nazionale. Infatti, oltre due mesi dopo la pubblicazione della norma nazionale, con la legge regionale 34 del 2016, approvata a settembre, ha proceduto con sollecitudine alla modifica della legge istitutiva dell’Arta, per ampliare i requisiti per la nomina del Direttore Generale che oggi risulta così formulata: ….’dopo la lettera b) del comma 3 dell’articolo 10 è aggiunta la seguente: il “possesso di elevata competenza tecnica e scientifica e di vasta esperienza nel settore ambientale sia in attività nel settore privato che nel contesto di organismi pubblici”.
“Ma c’è di più – incalza Pettinari – con la delibera di giunta regionale 628 del 6 ottobre 2016, con cui è stato emanato l’Avviso per la nomina del nuovo Direttore Generale dell’Arta, si introducono ulteriori novità che non hanno riscontro neppure con le leggi regionali, prevedendo che possano essere nominati coloro che hanno i requisiti di legge vigenti e/o coloro che abbiano maturato esperienze nel settore ambientale, sia in attività del settore privato che nel contesto di organismi pubblici” .
“L’opzione ‘e/o’ – spiega dunque Pettinari – introdotta nell’avviso renderebbe pertanto valida per l’incarico di direttore dell’Arta anche la sola esperienza nel settore privato, ad esempio quella di un architetto che abbia redatto dei progetti che in qualche modo abbiano a che fare con l’ambiente, e sia quella di un soggetto che sia stato semplicemente in un ‘contesto’ di organismi pubblici, come ad esempio che sia stato componente di una commissione edilizia comunale oppure componente del Comitato Regionale Valutazione impatto ambientale, e non quindi come prevede la norma nazionale che prevede “l’elevata professionalità e qualificata esperienza del settore ambientale”.
“La nostra preoccupazione – conclude Pettinari – è che l’operato stravagante della Regione Abruzzo rischia di portare un indebolimento della nascente rete nazionale delle Agenzie Ambientali e possa ritardare o ostacolare l’applicazione di una legge dello Stato”.




