L’AQUILA – “I vincitori del bando per le sorgenti Sponga di Canistro mi hanno fatto un’ottima impressione, sono imprenditori leader nel settore dell’acqua minerale e credono in questo investimento. Ora attendiamo fiduciosi il passaggio al Comitato valutazione d’impatto ambientale”.
È ottimista Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo, interpellato da AbruzzoWeb sull’iter che deve portare all’assegnazione definitiva della concessione della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila), al gruppo Norda di Lecco. L’impresa appartiene ai fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, editori, tra l’altro, del quotidiano l’Unità.
Dopo l’assegnazione provvisoria da parte della commissione esaminatrice della Regione Abruzzo avvenuta il 21 marzo, manca ora un passaggio, da effettuarsi entro il 20 maggio, molto delicato e dall’esito non scontato: quello del vaglio dell’ufficio del Via valutazione d’impatto ambientale, sia per quanto concerne gli impianti sia il progetto del nuovo stabilimento, da realizzare in un’area messa a disposizione dal Comune, come scritto nella proposta di partecipazione alla gara bandita dalla Regione il 15 dicembre scorso.
Una realizzazione che si è resa necessaria per il fatto che l’attuale impianto è di proprietà della Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che dopo la revoca della concessione da parte della Regione, con cui ha ingaggiato un durissimo contenzioso, si sta preparando, con un’istanza di accesso agli atti, a impugnare l’assegnazione alla Norda. Dopo aver impugnato il bando, prima al Tar che gli ha dato torto e ora al Consiglio di Stato.
In questa delicata fase la Norda, contattata da AbruzzoWeb, preferisce mantenere il più rigoroso silenzio, neanche dopo l’incontro che si è tenuto circa due settimane fa in Regione con Lolli e la dirigente Iris Flacco.
A parlare è invece Lolli che spiega che “nell’incontro i rappresentanti della Norda ci hanno prima di tutto chiesto la documentazione necessaria a prepararsi al passaggio al Via”.
Per il cruciale passaggio però, conferma Lolli, “non è stata, che io sappia, ancora fissata una data, ma ovviamente è nell’interesse di tutti stringere i tempi”.
Quel che conta per Lolli è per ora “l’ottima impressione”, avuta dalla Norda, che come prevede il bando dovrà impegnarsi a riassorbire 50 dei 75 dipendenti messi in mobilità e poi licenziati dalla Santa Croce, dopo che la Regione ha revocato la concessione.
“Nell’incontro di due settimane fa – conferma Lolli – la Norda ha garantito che le assunzioni saranno anche superiori alle 50 previste dal bando, e questo perché, hanno spiegato, non sarà adottata un’automazione spinta delle linee produttive, in base ad una strategia aziendale già adottata altrove”.
“Hanno anche confermato – prosegue Lolli – che per loro quello di Canistro sarà un sito altamente strategico, per l’altissima qualità dell’acqua minerale che sgorga dalla sorgente Sponga, ma anche perché loro devono affrontare costi di trasposto molto elevati, e dunque avere un sito in una posizione geograficamente strategica, nel centro Italia, rappresenta un ottimo investimento. Ci hanno anche illustrato le loro nuove strategie orientate all’export”.
Molto abbottonato Lolli come prevedibile invece sulle polemiche innescate dalla trasmissione televisiva Report, che ha sollevato dubbi sul nesso tra le fortune recenti del Gruppo Pessina e il salvataggio del quotidiano l’Unità, house organ del Partito democratico al governo, ricevendo a stretto giro, e anzi ancor prima della messa in onda della trasmissione, secche smentite e minacce di querele dai legali sia del gruppo stesso che dell’ex premier Matteo Renzi, citato nel servizio.
“A noi interessa solo – taglia corto Lolli – che la Norda sia un’eccellenza dell’acqua minerale italiana e che abbia tutte le carte in regola per creare lavoro e sviluppo nella nostra Regione, rilanciando il polo produttivo di Canistro”.




