PESCARA – Con la preziosa acqua che finisce nel fiume Liri da circa quattro anni e tanti lavoratori in attesa nella speranza di ritrovare la occupazione persa, qualcosa si muove nella sia pure lentissima attività legata alla gara per la concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro: è stata convocata per martedì prossimo 11 febbraio alle ore 10 l’attesa seduta di gara per l’apertura delle l’apertura e valutazione delle “buste B”, con le proposte economiche, per l’aggiudicazione della importante appalto bandito dalla Regione Abruzzo, ormai un anno fa.
Dei ritardi che caratterizzano da anni numerosi percorsi di gara del Servizio Risorse del Territorio ed Attività Estrattive, si è occupato anche l’assessore competente Nicola Campitelli, della Lega, in difficoltà su questo fronte, che ha cercato, senza successo, di velocizzare le operazioni. Anche alla luce di una forte istanza arrivata dal presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che ha più volte espresso la necessità, non rinviabile, di una forte accelerata.
A comunicare ufficialmente la convocazione è stato il presidente della commissione di gara, Franco Gerardini, dirigente regionale del servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo, ex parlamentare di sinistra recentemente prorogato nel suo incarico. La riunione si terrà nella sede del Servizio Politica energetica, in corso Vittorio Emanuele II a Pescara.
L’atteso responso, ovvero l’assegnazione della concessione provvisoria, non arriverà però l’11 febbraio, ma è senz’altro un passo in avanti nell’iter di una gara indetta il 9 febbraio 2019, un giorno prima delle elezioni regionali che hanno decretato il trionfo del centrodestra sull’uscenbbte centrosinistra un anno fa, e che è poi proceduta a rilento. Gara di importanza decisiva, visto che la preziosa acqua minerale non viene più imbottigliata e va sprecata da oltre quattro anni, e che la concessione trentennale, dovrà portare nelle casse della Regione, ovvero dei cittadini, 1.340.000 di euro.
In gara ci sono la Santa Croce, dell’imprenditore molisano Camillo Colella, ex concessionaria della sorgente, che poi gli è stata revocata nel 2015, con conseguente licenziamento dei 75 dipendenti, e che da allora sta ingaggiando una feroce battaglia legale contro Regione e Comune di Canistro.
Proprio per la presenza della Santa Croce, Gerardini è subentrato al dirigente del Servizio Risorse del Territorio ed Attività Estrattive della Regione Abruzzo Iris Flacco, che alla luce di un provvedimento dell’avvocatura regionale è stata invitata ad astenersi dal trattare pratiche legate alla società di Colella, per via della controversia giudiziaria innescata dalla denuncia del sodalizio di imbottigliamento dell’acqua minerale.
In gara anche la San Benedetto, che imbottiglia anche dalle sorgenti di Popoli (Pescara), che nella seduta dell’11 novembre, si era vista “sospendere” l’ammissione alla gara, in quanto i legali della Santa Croce, invece subito ammessa, hanno lamentato la mancanza dei suoi requisiti per quanto riguarda, in particolare, la compatibilità urbanistica dei terreni su cui realizzare eventualmente il nuovo stabilimento.
La San Benedetto è stata poi ammessa nella successiva seduta del 16 dicembre, a seguito della presentazione di integrazioni ai requisiti formali.
Nella comunicazione di Gerardini, si illustrano nel dettaglio i prossimi passaggi per arrivare all’aggiudicazione provvisoria.
In seduta pubblica, senz’altro martedì prossimo, sarà effettuata “l’apertura della busta concernente l’offerta tecnica ed alla verifica della presenza dei documenti richiesti dal bando di gara”.
A seguire “nello stesso giorno o in una o più sedute”, che saranno ovviamente a porte chiuse, ci sarà l’esame e la valutazione delle offerte tecniche e assegnazione dei relativi punteggi applicando i criteri e le formule indicati nel bando.
Infine, in seduta pubblica, farà seguito la “lettura dei punteggi attribuiti alle singole offerte tecniche”, la “presa d’atto delle eventuali esclusioni dalla gara dei concorrenti”, e “la “formulazione della proposta di aggiudicazione”, in favore del concorrente che ha presentato la migliore offerta.
A quel punto le operazioni di gara saranno concluse, con la trasmissione al responsabile unico del procedimento, il dirigente regionale Enzo De Vincentiis, di tutti gli atti e documenti della gara ai fini dei successivi adempimenti.
Si ricorda infine che la proposta di aggiudicazione, “così come previsto dal bando, è disposta tramite apposito provvedimento dal dirigente del Servizio Politica energetica, Qualità dell’aria, S.i.n.a. Risorse estrattive del territorio”, e che “qualora nessuna offerta risulti conveniente o idonea, la Regione Abruzzo si riserva la facoltà di non procedere all’aggiudicazione”.
La commissione di gara, nominata con determina del 30 dicembre, integrata poi con una successiva determina del 9 gennaio, oltre che da Gerardini, presidente di seggio nella prima fase della gara, che si è occupata dei requisiti formali dei concorrenti e della loro ammissibilità, è composta dai due funzionari del dipartimento Governo del Territorio, Domenico Orlando, dell’Ufficio Piani e Programmi, e il segretario verbalizzante Giuseppe Ciuca, del servizio Ufficio Attività estrazioni liquide e gassose. Anche loro riconfermati dopo la prima fase.
A loro si sono aggiunti Luca Iagnemma, responsabile del servizio Opere marittime a acque marine della Regione, Lorenzo Ballone, geologo del dipartimento Governo del territorio, e Federica Sulpizio, ingegnere ambientale, anche lei in servizio al dipartimento Governo del Territorio.
Nel bando si stabilisce che il concessionario dovrà pagare l’acqua 4 euro ogni mille litri imbottigliati, ma il prezzo si ridurrà ad appena 0,30 centesimi se riassumerà, entro 5 anni, 15 impiegati e 38 operai, per un totale di 53 addetti, buona parte dei 75 che erano in servizio presso l’ex concessionario Santa Croce, e licenziati dopo la revoca della concessione alla società di Camillo Colella.
Impegno che varrà anche ben 15 punti su 100 in sede di valutazione di gara. Se l’accordo non sarà rispettato ci sarà la decadenza della concessione.
Al bando è stato anche allegato l’elenco delle mansioni specifiche di ciascuno dei 53 dipendenti.
Inoltre, si legge nel bando “allo scopo di agevolare la ricerca delle aree per la realizzazione dell’impianto d’imbottigliamento, il Comune di Canistro ha, altresì comunicato, con nota del 4 febbraio 2019 di “aver individuato l’area idonea e funzionale nel proprio territorio comunale”. (red)






