L’AQUILA – Sono bandi “superflui”, ed anzi “illegittimi” quelli indetti dalla Asl provinciale aquilana e da quella chietina, per la nomina, rispettivamente, del direttore amministrativo e del direttore sanitario, figure vacanti da mesi. 

Nomine che “potevano, ed anzi dovevano” già da tempo essere fatte dal direttori generali”, “attingendo negli elenchi specifici esistenti in altre Regioni italiane, come prevede la legge”, in assenza di un albo regionale. 

Ad aprire un altro fronte di scontro nella già martoriata sanità abruzzese, è l’Intersindacale sanitaria abruzzese (che riunisce le sigle Anpo, Aupi, Cipe, Fials, Fials-Medici, Fismu, Nursing-Up, Sidirss, Simet) , e che ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al vetriolo al presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, della Lega, e per conoscenza anche Ministro della Salute, Roberto Speranza, di Articolo uno.

Nella lettera si chiede di sospendere in autotutela di l’attuazione, per illegittimità, gli avvisi per la nomina delle due figure da mesi vacanti, e appetibili nell’ambito dello spoil system del centrodestra, che ha vinto le elezioni a febbraio 2019. 

Ovvero la delibera 72 del 16 gennaio, del direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona- L’Aquila, Roberto Testa, per la nomina del direttore amministrativo, e la delibera 33 del 15 gennaio, del direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, per la nomina del direttore sanitario.

A Chieti il direttore sanitario Vincenzo Orsatti è andato in pensione ad metà aprile, che per un breve periodo è stato anche direttore generale facente funzione, poi sostituito in questo ruolo dall’attuale direttore amministrativo, Giulietta Capocasa, in attesa della nomina di Schael, arrivata a settembre. 

Nella Asl aquilana la postazione di direttore amministrativo è vacante da settembre, da quando Laura Coppola,  è andata a ricoprire il medesimo ruolo  nell’azienda ospedaliera-universitaria Federico II, conosciuta anche come policlinico di Napoli.

Sono solo due delle due postazioni scoperte ai vertici della sanità abruzzese, dove si attende ancora la nomina dei direttori generali delle Asl di Pescara e Teramo.

Il termine per presentare la domanda ai due  bandi sotto accusa è scaduto oggi 31 gennaio.

 Le commissioni esaminatrici, che valuteranno i candidati e provvederanno a formulare l’elenco degli idonei, saranno costituite da due componenti scelti dal direttore generale e da uno indicato dal rettore dell’Università di Chieti-Pescara, per la scelta del sanitario, e di L’Aquila per l’amministrativo.

Queste delibere sono state adottate in riferimento alla delibera di Giunta Regionale del 9 gennaio, “Provvedimenti per nomina Direttore Sanitario e Direttore Amministrativo”.

Bandi motivati “dalla mancata identificazione di criteri specifici per codeste tipologie di incarico da parte della Conferenza Stato-Regioni, attiva nella nostra Regione le procedure per la nomina dei Direttori Sanitari aziendali e dei Direttori Amministrativi aziendali”.

Tre delibere protesta ora l’intersindacale, che vanno bollate come “superflue” visto che tali nomine “avrebbero potuto essere già fatte dai direttori generali anche mesi prima attingendo negli elenchi specifici esistenti in altre Regioni italiane come prevede il decreto legge 171 del 2016, oppure utilizzando il decreto legge 502 del 1992 che disciplina le nomine del direttore sanitario e del direttore amministrativo da parte del direttore generale”.

“È altrettanto incomprensibile, per non dire pretestuosa, questa vacatio di figure importanti per le Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Lanciano-Vasto-Chieti – protesta l’Intersindacale – visto che solo alcuni mesi orsono ci si è permesso di poter nominare nella  Asl di Pescara il direttore sanitario aziendale che addirittura attualmente è anche direttore generale facente funzioni”, con riferimento ad Antonio Caponetti.

Se questo è stato possibile a Pescara, non si comprende, incalza il sindacato, perchè mai alla Chieti e L’Aquila si è scelto “questo percorso amministrativo contorto. Le delibere in oggetto avrebbero avuto un senso solo dopo l’approvazione dei requisiti specifici da parte della Conferenza delle regioni e pertanto si chiede di sospenderne l’attuazione per illegittimità. Per la copertura degli incarichi si rispettino le norme vigenti”.