L’AQUILA – Uno scambio di titoli con altri titoli, senza il coinvolgimento di finanza pubblica, per tutelare i soldi dei risparmiatori italiani vittime del crac delle 4 bad bank, salvate con decreto del governo lo scorso 22 novembre.
Parte dall’Aquila e precisamente dal Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli, primo a formarsi in Italia, la richiesta al governo di un’offerta pubblica di scambio, cioè uno scambio delle vecchie obbligazioni senza più valore con delle nuove.
A richiedere quello tecnicamente si definisce uno “swap” alla Commissione V Bilancio presieduta da Francesco Boccia e a Filippo Taddei che ha la delega Economia e Lavoro nel Partito Democratico è l’avvocato Vanna Pizzi, legale del comitato e consulente della presidenza di Federconsumatori.
“La richiesta che facciamo è quella di utilizzare i fondi derivanti dalle attività delle 4 banche confluite nella good bank e gli interessi che maturano dal fondo interbancario, che una volta distribuiti sono privati – afferma il legale – I risparmiatori devono poter interloquire con la nuova banca e non con le vecchie, recuperando il 100 per cento di quello che hanno investito”.
Sono oltre 130 mila gli azionisti e obbligazionisti italiani clienti di Carichieti, Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara e il paese aquilano di Pizzoli, con oltre 1500 risparmiatori di Banca Etruria su 5 mila abitanti ne è diventato ormai il simbolo.
Gli azionisti e obbligazionisti faranno cause civili, oltre a esposti alla procura della Repubblica per stabilire, se ce ne saranno, eventuali responsabilità penali.
“Richiediamo il 100 per cento perché è giusto che i risparmiatori abbiano indietro tutto il denaro investito – Gli obbligazionisti e gli azionisti potranno così deciderese attendere quanto dovuto negli anni o se fare causa”, sottolinea la Pizzi che propone lo swap con nuove obbligazioni a scadenza posticipata, con una cedola annualmente parametrata all’andamento del mercato.
Nell’ambito della richiesta al governo, a tutela degli azionisti l’avvocato propone l’emissione di una altro titolo azionario che abbia un valore paria quello di sottoscrizione, facendo diventare gli azionisti titolari della nuova banca, senza investire ulteriore denaro.
“Si tratta dell’unico modo per salvare tutti i risparmi anche se le azioni sono sempre legate all’andamento del mercato – sottolinea – Si potrebbe concedere ai vecchi azionisti un warrant sintetico con rapporto uno a uno, in grado di permettere la sottoscrizione di azioni con una percentuale di sconto definita nel caso di quotazione in borsa della nuova entità”.
Intanto venerdì sera il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, in Commissione Bilancio della Camera ha annunciato la predisposizione una norma che dispone la creazione di un fondo con il contributo delle banche, un fondo di solidarietà finanziato con 100 milioni proveniente dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi.
Il governo “ritiene che sia possibile definire un intervento compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato”, ha sottolineato, ricordando che sul caso delle 4 banche sono “in corso verifiche con la commissione Ue”.
“Si propone di risolvere tramite un arbitrato che si fa in Consob in cui i risparmaitori verranno ristorati, ma non è chiaro ancora l’importo del ristoro. C’è inoltre l’individuazione dei risparmiatori con maggiore danno economico e questo ovviamente crea una disparità enorme nei confronti di tutte le persone invischiate. Noi invece vogliamo una soluzione per tutti, senza distinzione”.
“La soluzione per tutti i risparmiatori private c’è – conclude la Pizzi – Per evitare che si ripetano fatti tragici come il suidicio di Civitavecchia e ridare speranza e dignità alle persone”.






