L’AQUILA – “Accogliamo con favore questa possibile soluzione, ma è ovvio che ci sono tanti risparmiatori che resteranno fuori da questa iniziativa”.
Lo afferma Vanna Pizzi, avvocato del Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila) in riferimento alla notizia trapelata ieri di un anticipo di indennizzo a chi ha perso tutto o quasi con il salvataggio di Etruria, ben prima del varo del decreto.
La soluzione a cui lavorano in queste ore il ministero dell’Economia e Bankitalia beneficerà un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, con molta probabilità coloro che hanno investito meno di 100 mila euro sulle obbligazioni subordinate.
L’ipotesi è quella di ristorare almeno in parte e a stretto giro i risparmiatori, non attingendo dal fondo di solidarietà, né dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, nata dalle vecchia bad bank e guidata da Andrea Nicastro, in attesa di superare poi l’arbitrato e dunque recuperare l’intera cifra.
“È senza dubbio un segnale per ridare fiducia nel sistema bancario – prosegue la Pizzi – In molti infatti stanno decidendo di togliere i conti dalle bad bank salvate dal governo”.
Il comitato risparmiatori di Pizzoli raduna oltre 1500 azionisti e obbligazionisti anche da altre parti d’Abruzzo, dal Lazio e dalla Toscana.
Sono migliaia i risparmiatori abruzzesi beffati dal salvataggio di Banca Popolare dell’Etruria, Carichieti, Banca delle Marche, CariFerrara, attuato con il decreto del governo dello scorso 22 novembre.
I risparmiatori oltre ad un esposto alla procura della Repubblica hanno intenzione di procedere anche per vie civili, mentre Adusbef e Federconsumatori depositeranno a breve eccezioni di costituzionalità del bail in, in vigore da ieri, che prevede che obbligazionisti, azionisti e correntisti con oltre 100mila euro debbano contribuire al ripianamento di eventuali perdite bancarie.
Sul caso banca Etruria è stata aperta un’inchiesta della procura di Arezzo che vede indagati l’ex presidente di Lorenzo Rosi e l’ex componente del Cda Luciano Nataloni.
“L’attesa maggiore è sul procedimento penale – sottolinea la Pizzi – Per le azioni civili è necessario che si muova prima il procuratore, perché all’interno del decreto non è prevista la responsabilità della nuova banca nella quale la vecchia bad bank è confluita. Se facessimo ora una procedura civile per la responsabilità verso la nuova banca ci verrebbe risposto che non è legittimata”.






