L’AQUILA – La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato ieri la condanna a sei mesi di reclusione (coi benefici di legge) per omicidio colposo nei confronti dei quattro medici dell’ospedale San Salvatore per la morte di un bambino di 6 anni, avvenuta al nosocomio nel 2011.

Si tratta di Massimo De Benedictis (dirigente medico presso il reparto di Chirurgia Ospedaliera), Giovanni Farello (dirigente medico dell’unità operativa di Clinica pediatrica), Giovanni Nigro (direttore dello stesso reparto) e Stefania Muci (medico di turno in Pediatria e Pronto soccorso).

I fatti riguardano il decesso accaduto il 29 luglio 2011 mentre il piccolo era ricoverato. Originario di Roma, ma a Montereale per un periodo di vacanza, accusò un forte malore e venne ricoverato in Pediatria; le condizioni, però, peggiorarono e il giorno successivo all’ingresso in ospedale morì.

Secondo l’accusa, i medici hanno causato la morte per aver omesso l’esatta diagnosi, malgrado gli inequivocabili sintomi della malattia.

In particolare, se la Muci e Nigro “avessero raccolto le indicazioni che il quadro clinico del paziente forniva inconfutabilmente, avrebbero disposto i banali accertamenti diagnostici (ecografia e diretta dell’addome) che avrebbe immediatamente evidenziato la necessità dell’intervento chirurgico e la positiva evoluzione della malattia”.

Quanto a Farello e De Benedictis, “hanno avuto la responsabilità del paziente dalle 20 della sera e fino alla mattina successiva in cui il bambino è deceduto”.