CHIETI – Avviare un dibattito serio e concreto sulle problematiche inerenti la balneabilità delle acque.
Questo l’oggetto dell’incontro convocato dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che si terrà domani a Chieti.
Al tavolo sono stati invitati il direttore generale dell’Agenzia regionale Tutela Ambientale (Arta), Mario Amicone, il presidente della Sasi, Domenico Scutti, il presidente di Aca, Ezio Di Cristoforo, il commissario Ato Chietino numero 6, Pierluigi Caputi e i sindaci dei Comuni di Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo.
“I dati diffusi dal Ministero della Salute sulla qualità dei corsi d’acqua della Regione Abruzzo – afferma Di Giuseppantonio – hanno fatto riemergere le questioni della tutela delle acque. Le analisi, tra l’altro, hanno messo in evidenza le criticita’ di alcuni tratti della nostra costa che è opportuno approfondire sotto il profilo tecnico”.
“La questione della balneabilità è seria e non va trascurata – conclude – per questo confido nella proficuità dell’incontro alla presenza del personale tecnico dell’Arta. Sarà l’occasione per prendere coscienza della situazione e condividere con tutti i soggetti interessati un dibattito partecipato”.
“scorretto, oltre che fuorviante, definire l’Abruzzo ‘maglia nera’ per la qualità del mare”.
Lo afferma, in una nota, la direzione dell’Arta Abruzzo, che ritiene “doveroso, per favorire una corretta informazione ambientale, fare qualche precisazione sull’etichetta di “Abruzzo maglia nera in Italia per la qualità delle acque di balneazione” attribuita dalla stampa alla regione dopo la presentazione del Rapporto 2013 da parte del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin“.
I commenti al dossier del Ministero hanno “bollato” negativamente il litorale abruzzese, dice l’Arta, “perché non si è tenuto conto che i controlli effettuati da Arta secondo il programma di monitoraggio stabilito dalla Regione hanno interessato anche le zone con divieti di balneazione ‘temporanei’ per motivi igienico-sanitari, situate in genere in adiacenza alle zone interdette ‘permanentemente’ alla balneazione che sono localizzate alle foci dei fiumi. Alcune regioni italiane, invece, non hanno inserito tali punti nel proprio calendario di controlli, limitando il monitoraggio alle zone storicamente balneabili. Il criterio adottato in Abruzzo, se da una parte ha prodotto una fotografia senza dubbio pià attendibile dell’esistente, ha determinato inevitabilmente una valutazione finale a svantaggio del mare abruzzese perché il confronto con altre regioni italiane è stato effettuato tenendo conto di dati non omogenei. Se avessimo utilizzato lo stesso criterio di altre regioni, anche la situazione dell’Abruzzo nel 2012 sarebbe risultata nettamente migliore”.
Su 125,6 chilometri di costa, fanno notare dall’Arta, quelli balneabili sono 97,4.
L’interdizione permanente alla balneazione riguarda 8,1 chilometri e quella temporanea per motivi igienico-sanitari 3,2 chilometri. I punti di monitoraggio sono 118 e quelli balneabili sono 99 e l’analisi dei dati Arta 2012 evidenzia la sostanziale stabilità della qualità delle acque abruzzesi.




