L’AQUILA – È un amore litigarello, quello tra l’Italia dei valori e Massimo Cialente, che hanno ancora pochi giorni (fino a domenica) per decidere se ripresentarsi apparentati o meno al ballottaggio in cui il sindaco uscente sfiderà Giorgio De Matteis per la fascia tricolore dell’Aquila.
Gli umori variano di ora in ora, partendo da un caposaldo: il candidato sindaco dipietrista Angelo Mancini non vorrebbe apparentarsi con nessuno, il partito invece è prudente ma sembra quantomeno disposto a parlarne.
Oggi il termometro fa segnare rapporti più freddi: dopo il doppio incontro di ieri con Manchini, oggi, dando forse l’accordo per già fatto, Cialente ha fatto una sortita in tv parlando di possibili “posti nel governo della città” che l’Idv potrebbe avere in caso di santa alleanza.
Un’offerta di calciomercato spiattellata che ha fatto saltare sulla sedia il vertice dei dipietristi, dal segretario Lelio De Santis in giù, che tutto vogliono meno che essere tacciati di poter essere ricondotti all’ovile del centrosinistra con una semplice profferta di poltrone.
Anche perché la rottura con Cialente del fronte che si era presentato unito nel 2007 era arrivata proprio perché l’Italia dei valori, e Mancini su tutti, contestava la politica del sindaco; azzerare tutto questo in cambio di un assessorato sarebbe come darsi la zappa sui piedi.
Cosa vuole allora l’Idv per riabbracciare Pd e compagnia? “Pari dignità politica”, si dice tra i vertici dipietristi, il che vuol dire tutto e niente. Morale della favola: Cialente dovrà riprovarci e stavolta probabilmente dovrà essere più discreto.
Nel frattempo non si esclude neanche la pista De Matteis, improponibile per tutta una serie di motivi, su tutti l’appartenenza dell’Idv al centrosinistra e la presenza di partiti come La Destra, Mpa e Udc, difficilmente affiancabili all’Idv.
Eppure, e anche questo rientra nel gioco delle parti, qualche abboccamento c’è stato attraverso alcuni pontieri, mentre non c’è stato ancora il contatto diretto con Gdm. Mai dire mai, dicono tutti, lasciando ogni spiraglio aperto. Alberto Orsini




