L’AQUILA – “L’Aquila ha bisogno di conoscere, non si possono chiedere proposte e rifiutare il confronto, è un dovere che abbiamo. Non possiamo entrare dentro casa di Americo Di Benedetto, al massimo fuori dal comitato, ma se sarà invitato da qualche parte ci presenteremo anche noi”.
Lo ha annunciato nel corso di un incontro con la stampa il candidato sindaco dell’Aquila del centrodestra Pierluigi Biondi, in cui la coalizione ha criticato duramente la scelta dello sfidante di centrosinistra Americo Di Benedetto, avanti 11 punti dopo il primo turno, di evitare confronti sui media se non con le “televisioni strutturate”, ovvero a suo dire Rai e Laqtv, anche se è trapelata notizia anche di un terzo confronto già fissato su Telesirio.
Biondi ha anche criticato Di Benedetto sui social, con un ‘finto confronto’ video in cui lui parla da solo accanto a una sedia vuota sui temi dell’ospedale “San Salvatore”.
“Non può dire siamo stufi dei confronti, allora quando bisognerà confrontarsi sui grandi progetti che cosa farà?”, si è chiesto polemicamente Biondi, tornando sulle parole che Adb ha anticipato ad AbruzzoWeb per poi rimarcare ieri in conferenza stampa che sarà lui a dettare i tempi della sua campagna, in cui intende fare 10 eventi in 8 giorni utili di qui al ballottaggio.
A rinforzare il concetto il candidato consigliere di Noi con Salvini Luigi D’Eramo, che ha usato parole di fuoco.
“Il centrosinistra ha paura e il nervosismo che trapela lo dimostra. Come può un candidato sindaco annunciare che non terrà nessun tipo di confronto? Ha paura di non reggere il confronto e di essere pesantemente recuperato, di non essere assistito da papà Massimo e da mamma Stefania (in riferimento a Cialente e Pezzopane, ndr) – è sbottato – Bisogna cacciare le palle e questo non è un candidato sindaco che ha le palle”.
“Se Di Benedetto non va ai confronti, andremo noi ai confronti di Di Benedetto – ha concluso – Alla città non può essere sottratto il confronto. Rispetto ai conigli che scappano qui ci sono persone con le palle”.
“Pierluigi Biondi rappresenta l’alternativa, Americo Di Benedetto è la continuità con chi ha distrutto e mortificato la città”.
Nelle parole di Carla Mannetti, candidata consigliere di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, la sintesi degli strali sferrati oggi dal centrodestra al centrosinistra in vista del ballottaggio in un incontro con la stampa.
“Stefania Pezzopane e la cosiddetta triade (con Massimo Cialente e Giovanni Lolli, ndr) parlano proprio del ruolo centrale del Partito democratico – ha attaccato la ex presidente Saga – Mentre Di Benedetto continua a sostenere che è il nuovo, addirittura si dice che in caso di vittoria la squadra si allargherà, lasciando intendere che gli assessori che sono stati mandati a casa avranno un ruolo”.
Parole ribadite anche da Stefano Morelli, coordinatore comunale di Forza Italia. “Gli aquilani hanno bocciato l’amministrazione uscente e il progetto del Pd, pensavano di vincere al primo turno ma il loro candidato è zoppo, è andato pesantemente sotto le liste”.
Per Morelli, “a dispetto della gioiosa macchina di guerra di occhettiana memoria, hanno sbagliato cavallo e anche il progetto non è stato convincente. Adesso ci troveremo a scegliere tra una nuova speranza e la conservazione del potere dei vecchi assessori già riproposti: se vince Adb si troveranno un monocolore Pd e lo stesso identico assetto di potere degli ultimi dieci anni”.
Per Luigi D’Eramo di Noi con Salvini, “questa sinistra è diventata elitaria, parla a pochi: non ai diseredati, a chi subirà pignoramenti da Equitalia, ma hanno un interesse morboso quel miliardo l’anno che cala nella città. Non è solo un ballottaggio – ha rimarcato – ma una battaglia storica fondamentale tra potere economico, lobby del mattone e popolo libero”.
Posizioni, quelle del rinnovamento, ribadite da Luca Rocci (L’Aquila futura) e Leonardo Scimia (Benvenuto presente) che entrerebbero entrambi nel Consiglio “giovane” in caso di vittoria di Biondi.
Proprio il candidato sindaco ha sbottato rispondendo a una contestazione che spesso gli è stata rivolta da sinistra, quella di alimentare paure.
“Le uniche paure che stiamo alimentando sono quelle del Pd che si sente franare il terreno sotto i piedi – ha detto – Loro piuttosto hanno alimentato paure: c’è chi ha telefonato ad assegnatari delle C.a.s.e., qualche medico ha fatto telefonate sfruttando il database dell’ospedale e qualcuno dei call center ha mandato sms. Noi abbiamo solo raccontato la situazione di questa città”.
Replica anche sulla mancanza di contenuti del centrodestra sempre affermata da sinistra. “Qualcuno mi dica se gli è chiara una proposta di Di Benedetto su scuole, frazioni, ricostruzione pubblica, tranne generiche assunzioni di impegno. Le nostre proposte sono scritte”, ha sottolineato.
Infine sui “no” ad alleanze politiche ricevuti da Carla Cimoroni (L’Aquila chiama), Fabrizio Righetti (Movimento 5 stelle) e Claudia Pagliariccio (Casapound): “Il mio appello era agli elettori, non ai candidati sindaco”, ha concluso. (alb.or.)






