AVEZZANO – “De Angelis non è un uomo libero, è eterodiretto da chi vuole fare di Avezzano una terra di conquista, e da personaggi espresisone di vecchi poteri, dai quali ci eravamo finalmente liberati”.
Non gioca certo di fioretto il sindaco uscente di centrosinistra di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, nella volata finale per la sua riconferma ai ballottaggio di domenica prossima, contro lo sfidante di Insieme, coalizione di centrodestra Gabriele De Angelis.
Al primo turno Di Pangrazio ha ottenuto il 44,59% (11.133 voti) , De Angelis il 34,88% (8.709 voti).
Gli ultimi scampoli di campagna elettorale sono stati infiammati dalle accuse di Gabriele Grande, coordinatore della lista Abruzzo Civico, una delle liste in appoggio a Di Pangrazio, secondo le quali De Angelis sarebbe nel mirino dell’Autorità nazionale anticorruzione per non aver comunicare la propria situazione patrimoniale all’Anac quando De Angelis era assessore priorio della Giunta di Di Pangrazio. De Angelis ha sdegnosamente smentito, sostenendo che la pratica è stata archiviata. Di Pangrazio nell’intervista ad Abruzzoweb preferisce non tornare sulla vicenda, ma ci va giù comunque pesante, tornando ad accusare lo sfidante di essere “eterodiretto” da ben precisi “padrini politici”.
“Per noi di Avezzano – afferma infatti il sindaco uscente – non è certo un mistero che De Angelis non è una persona libera, dietro di lui di determinati personaggi, da cui ci eravamo liberati e che ora vogliono ritornare alla ribalta, e mi rifersico al senatore Filippo Piccone, a Gianfranco Tedeschi, l’ex amministratore delegato del Consorzio Acquedottistico Marsicano. E poi mi riferisco a chi di Sulmona vuole fare di Avezzano terra di conquista, ovvero la deputata di Forza Italia Paola Pelino, e all’assessore regionale Andrea Gerosolimo.
Andare a votare per me domenica prossima, e chiudere definitivamente la partita, significa anche bloccare definitivamente la strada a questi personaggi”.
A De Angelis che lo accusa di rappresentare un potere familistico che spadroneggia in città da anni, Di Pangrazio ribatte affermando che “le sue sono solo menzogne, io sono indipendente, lui ha fatto politica per anni militando nei partiti. Si è vero, mio fratello Giuseppe è presidente del consiglio regionale, ed è il primo avezzanese a ricoprire questa importante carica da quando esistono le Regioni. Ma De Angelis invece apprezzare tutto ciò, ci denigra, perché appunto appartiene a Gerosolimo di Sulmona che, ricordo, è l’assessore regioanle al lavoro nel momento in cui in Abruzzo registra il record di disoccupazione”.
E ancora, in un crescendo, rivolto il prima persona al suo sfidante: “De Angelis, la verità è che la città si deve liberare di te, perchè sei un teleguidato. La città ti vede, anche quando passeggi di nascosto in Via Rosselli con Piccone, Tedeschi e Gerosolimo Perchè non hai coraggio di dire la verità di fare le cose alla luce del sole? La città non si deve liberare di chi sta al servizio della propria città di chi lavora 24 ore al giorno, si deve liberare di chi la città la vuole venire a conquistare”.
“Dobbiamo difendere il nostro tribunale – conclude Di Pangrazio, io ho sempre detto che deve rimanere ad Avezzano, anche a discapito di quello di Sulmona. Non mi sembra che il candidato De Angelis, eterodiretto da Sulmona, abbia avuto la stessa libertà di azione. Noi siamo liberi, rispondiamo solo alla nostra città, e vinceremo ancora. Gli avezzanesi hanno già capito che sarebbe un suicido interrompere un amministrazione in corsa, e ricominciare da capo, con un salto nel buio, e soprattutto non ricominciando da Avezzano, ma da Sulmona, una città in ginocchio”.





