ROMA – “Dimissioni irrevocabili da presidente. Le mie sono state balle inoffensive ma gravi”.
Così Oscar Giannino su Twitter ha annunciato il suo passo indietro al termine di un direttivo-fiume di Fare per fermare il declino all’hotel Diana di Roma. Poi è tornato sul social per motivare le dimissioni con un altro cinguettio: “È una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e con i soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giù a pestare destra, sinistra e centro”.
Giannino rimane comunque candidato premier di Fare, mentre il nuovo presidente del movimento è l’avvocato Silvia Enrico.
I vertici del movimento sono stati chiamati a decidere sulle dimissioni annunciate martedì dal leader e candidato premier dopo il caos sui titoli accademici fasulli. Il giornalista entrato in politica ha sempre sostenuto di aver conseguito un master in economia a Chicago, dopo una laurea in giurisprudenza. Entrambe le cose sono risultate false.
L’inesistenza del master, in particolare, era stata denunciata da Luigi Zingales, bocconiano di formazione e da diversi anni professore nella stessa Chicago, cofondatore del movimento.
“Abbiamo preso atto con tristezza del passo indietro che Oscar Giannino ha fatto e che era inevitabile”, ha detto Maria Pinardi, candidato di Fare alla presidenza della Lombardia.
“Abbiamo così dato un esempio. I leader politici fanno spesso della bugia la loro regola, quindi credo che quello di Giannino sia un ottimo esempio per i giovani. Questa vicenda è un punto di ripartenza per il nostro movimento”.



