TERAMO – Proseguono le indagini del pm Bruno Auriemma del Tribunale di Teramo, sul 34enne insegnante di religione, indagato per violenza sessuale su una sua allieva che all’epoca dei fatti frequentava la terza media di una scuola del Teramano.
Gli inquirenti hanno sequestrato il computer dell’uomo, a conclusione di una perquisizione nella sua abitazione in una località del Nord Italia, dove l’indagato è stato trasferito a seguito dell’inchiesta. E soprattutto hanno acquisito come possibile materiale probatorio anche disegni e lettere con frasi d’amore riconducibili ad altre minorenni.
A far scattare la denuncia, la nonna della tredicenne che circa un anno fa ha sorpreso l’insegnante a baciare in un vicolo la nipote poco lontano dalla scuola, nel giorno della consegna delle pagelle di terza media.
L’uomo avrebbe implorato la donna di non rovinarlo, giustificandosi con il fatto che la ragazzina era consenziente. Ma i familiari della bambina si sono subito rivolti ai carabinieri e lo hanno denunciato.
Del resto era dal 2011 che la madre si era insospettita del quel rapporto eccessivamente confidenziale tra il professore di religione e la figlia che, già in seconda media, avrebbe scambiato sms con l’insegnante, i cui contenuti la ragazzina in più occasioni ha cercato di nascondere. Sul suo diario la madre avrebbe poi letto frasi e riflessioni che non lasciavano spazio a dubbi su chi fosse il destinatario di quei messaggi d’amore.
Il docente, di fronte alla richiesta di spiegazioni della madre, si sarebbe difeso sostenendo di essersi affezionato alla ragazza, ma solo come insegnante, e di non aver più avuto contatti telefonici con la giovane.Poi il bacio nel vicolo che ha inchiodato il professore alle sue responsabilità.





