L’AQUILA – Neanche il tempo di godersi i festeggiamenti per la terza elezione a sindaco di Avezzano, con uno schiacciante 61,3% al primo turno, che esplode la prima grana per il civico bipartisan Gianni Di Pangrazio.
Clamorosamente esclusa nel novero degli eletti è risultata infatti essere l’assessore uscente Iride Cosimati, eletta nel 2020 con Fratelli d’Italia, ma poi passata anche lei al civismo oltre gli steccati che è la specialità politica della città marsicana.
Il punto è però che lei ha preso a questo giro ben 488 preferenze, la donna più votata in assoluto, ma la sua lista “Io Amo Avezzano” ha tirato molto poco, totalizzando solo 634 voti, fermandosi al 2,78% non superando il quorum per una cinquantina di voti, ed l’unica delle dieci liste in appoggio a Di Pangrazio che non ha espresso consiglieri.
E c0sì Cosimati, che è stata in passato anche presidente del Consiglio con il sindaco di Forza Italia Gabriele De Angelis, è rimasta fuori la porta.
È esploso dunque un caso politico: Cosimati già prima del voto, con la solita solita risolutezza e schiettezza, aveva lamentato a Di Pangrazio e al suo staff che la sua lista era stata composta in fretta e in furia, troppo debole, presentata in extremis.
Ed ora Cosimati, rivendica con forza un posto da assessore esterna, ovvero un “ripescaggio”, potendo contare anche sull’argomento delle quote rosa in giunta, e della rappresentanza in maggioranza delle donne, solo quattro, su 18 consiglieri, e tutte hanno preso meno voti di lei: Stefania Antidormi, 355 voti, Natalia D’Abruzzo, 307, e Federica Collalto. 283 voti e Cinzia Basilico, 245 voti.
Serve poi un riconoscimento per il grande contributo “dato insieme alla sua grande famiglia”, questo secondo quanto si è appreso avrebbe già detto a chiare note al sindaco.
Va ricordato che la sua nomina ad assessore, nell’estate 2024 ha provocato un durissimo scontro dentro Fdi. Da un lato Massimo Verrecchia, capogruppo del partito in Consiglio regionale, lunedì eletto consigliere comunale con il record di voti, 713, aveva urlato al “vergognoso inciucio” e al “tradimento”, invocando l’intervento dei probiviri del partito. Dall’altro lato l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, recordman delle preferenze alle Regionali di marzo 2024, con quasi 12mila voti, aveva invece lavorato per l’ingresso di Cosimati nell’esecutivo ammettendo tranquillamente che “la sua scelta è frutto di una mia condivisione, di una continua e fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale, a partire dal primo cittadino sino a molti esponenti della maggioranza”. E Quaglieri aveva tenuto a precisare che Cosimati, al di là di tutto, non aveva più la tessera di Fdi.
Per di più quando è stata nominata assessore, è entrato in Consiglio come “surrogato” Maurizio Gentile, suo genero, ovvero marito della figlia di lei Paola Ciciarelli, nota e stimata avvocato, ai tempi membro del cda dell’Aciam, la società consortile dei rifiuti. Gli altri due figli di Cosimati sono invece affermati medici, Daniele Ciciarelli, dentista, e Vincenzo Ciciarelli oculista.
Visto anche il “peso” della famiglia il “caso Cosimati” è ora un bel problema per Di Pangrazio, che già si prepara all’assalto alla diligenza degli aspiranti assessori, in numero ben maggiore rispetto alle poltrone disponibili, che valgono, per una città della fascia di popolazione di Avezzano, 41mila abitanti circa, un compenso mensile di 2.220 euro.
Cosimati come detto adduce anche come argomento per perorare la sua causa, il fatto che la lista civica Io Amo Avezzano è stata fatta in fretta e in furia, ed è stata in forse fino agli ultimi giorni.
E si racconta che per recuperare terreno la maggioranza di Pangrazio avrebbe “fornito” 12 dei 24 candidati che non avrebbero però fatto squadra con il gruppo Cosimati, senza nemmeno ritirare i santini elettorali da distribuire, e non è certo un caso che abbiano portato a casa un mediocre numero di voti. E subito dopo l’impietoso verdetto, sono scattate l’amarezza e la insoddisfazione di Cosimati, che si è sentita “tradita”, per la scarsa attenzione da parte del sindaco e del suo staff.
Ma c’è anche un altro argomento avanzato da Cosimati: con i suoi voti e quelli della lista, la coalizione civica ha superato la soglia del 60%, ottenendo il premio di maggioranza di due consiglieri. Il che vuol dire che sono loro ora “reggere” un posto in giunta che deve essere dunque di Cosimati.
Il sindaco avrebbe preso tempo. Consapevole che Cosimati non è disposta però a cedere di un millimetro.
Questa infine la composizione del nuovo consiglio comunale di Avezzano, Per “Avezzano al centro” Domenico Di Berardino (592 voti), Ignazio Iucci (522) e Stefania Antidormi (355),
Di Berardino, vice sindaco uscente, è già in pole per la presidenza del Consiglio.
Per “Io sto con Avezzano” Fabrizio Ridolfi (536 voti) e Stefano Lanciotti (375), per “Scelta libera Avezzano” Pierluigi Di Stefano (494) e Gianluca Cotturone (329).
Per “Lista Az” Maurizio Seritti (330) e Natalia D’Abruzzo (307).
Per “Aree interne” Donato Aratari (474) e Alessandro Pierleoni (402)
Per la Lega Antonio Del Boccio (575) e Cinzia Basilico (245), per “Civica per Avezzano” Filomeno Babbo (497) e Domenico De Angelis (362).
Per l’Udc Federica Collalto (283) e per Azione politica Carlo Genovesi (290). Filippo Tronca





