AVEZZANO – La Lega ad Avezzano lunedì scorso ha rotto gli indugi e ha candidato a sindaco l’imprenditore 40enne e segretario provinciale dell’Aquila Tiziano Genovesi, alla presenza del gotha del partito regionale e con la benedizione del leader maximo Matteo Salvini, in una visita qualche giorno prima.
Non che il coupé de theatre e l’atto di forza non fosse stato annunciato da mesi dopo che le numerose riunioni di coalizione, stando a fonti interne alla Lega, sono state interlocutorie non riconoscendo al Carroccio la “precedenza” ad Avezzano e Chieti dopo che nelle ultime tornate elettorali le poltrone sono andate a meloniani e berlusconiani con i salviniani a fare da “portatori di acqua” vincenti.
Nonostante questa realtà, gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia il colpo lo hanno accusato lo stesso,anzi secondo i bene informati sarebbero sotto shock ed ancora indecisi su come uscire da questa impasse sulle elezioni di settembre.
E faticano ora a trovare le contromisure, non rassegnati a fare da valvassori e valvassini alla Lega padrona che non mostra tantennamenti anche alla luce della ulteriore istanza piovuta all’improvviso della rivendicazione dal candidato sindaco a Vasto per la primavera 2021 fatta dal segretario regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, ieri in una conferenza stampa. In questo quadro Genovesi va dritto per la sua strada lavorando a testa bassa e parlando con gli elettori con strategie e concetti chiari incentrati sul rinnovamento di schemi e metodiche politiche.
Ed approfittando del fatto che nel resto del centrodestra non si profilano altre candidature autorevoli con Fi e Fdi alle prese con problemi di “abbondanza” visto che comunque di istanze presentate ne hanno più di una.
Per ora tra gli alleti si fa strada l’ipotesi – stando ad indiscrezioni fatte trapelare dalle seconde file, le uniche che finora hanno contestato “la fuga in avanti” – di una spaccatura nel centrodestra e della nascita di una coalizione alternativa a quella leghista, aperta ai civici, e destinata a rimescolare clamorosamente le carte nella città marsicana commissariata da oltre un anno dopo la caduta del forzista Gabriele De Angelis, eletto da una coalzione civica poi diventata di partito, imprenditore che non ha sciolto ancora il nodo sulle elezioni di settembre.
Ma di sedersi intorno ad un tavolo per portare a casa la unità della coalizione non c’è sentore.
Prima spia del marasma il silenzio eloquente dei vertici degli azzurri e meloniani, sia a livello regionale che locale, dopo il varo della candidatura di Genovesi.
Ieri l’atteso vertice di Fratelli d’Italia, convocato a L’Aquila per decidere la linea del partito ad Avezzano, è stato rimandato a data da destinarsi.
Motivo ufficiale impegni dell’ultim’ora di carattere istituzionale di alcune delle figure di vertice convocate, tra cui l’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris e il consigliere regionale Mario Quaglieri, presidente della commissione Sanità, ex sindaco di Trasacco e uomo forte del partito nella Marsica, tanto da essere tra i papabili candidati sindaco.
Unici per ora a parlare, e a lanciare accuse alla “Lega padrona” , in modo franco e netto, le seconde linee e comunque non i vertici del centrodestra avezzanese: il coordinatore cittadino di Fi, Aureliano Giffi, ritenuto “megafono” dell’ex sindaco De Angelis, il coordinatore provinciale Udc, Carlo Giolitto, l’ex assessore alla Sicurezza e al Sociale del Comune di Avezzano, il noto avvocato Leonardo Casciere, ex leghista e con il dente avvelenato.
Giffi ha espresso la sua irritazione e delusione in una nota stampa inviata però solo alle testate giornalistiche avezzanesi come se il voto di settembre abbia una valenza solo ai piedi del Monte Velino.
“Siamo sorpresi – ha detto Giffi – a sentire parlare di coalizione di centrodestra. Se si trattasse davvero di una coalizione, avremmo come minimo assistito a una ricerca di dialogo preliminare mirata alla condivisione di idee e di progetti per questa città. Gli avezzanesi non possono più permettersi di essere ostaggio di cariche calate dall’alto. La proposta del senatore Salvini sembrava un’apertura al confronto, tuttavia la conferenza stampa ha palesato uno scenario totalmente diverso in cui i partiti del centrodestra e le liste civiche si sono ritrovati di fronte al fatto compiuto, relegati a semplici spettatori”, uno dei passaggi chiave del del suo intervento.
Taglia corto Giolitto: “Se la Lega dovesse perseverare in questo atteggiamento allora ognuno si sentirà libero di agire di conseguenza”.
Leggasi: l’Udc potrebbe vendicarsi ritirando l’appoggio a Chieti, dove la Lega ha lanciato la candidatura a sindaco dell’ex consigliere regionale aennino e parlamentare di Pdl e FI Fabrizio Di Stefano.
E ironizza: “Salvini si lamenta del premier Giuseppe Conte che non coinvolge tutti agli stati generali mentre la Lega, ad Avezzano, come prima a Chieti per la designazione, adotta lo stesso metodo del premier. Ma come Conte, anche la Lega dovrà prima o poi scegliere la via del confronto se ritiene che la coalizione di centrodestra abbia un senso”.
Ricordando che l’ Udc ad Avezzano, alle passate comunali, ha ottenuto ha ottenuto 2.299 preferenze, pari al 9,44%.
Infine Casciere che giudica Genovesi un candidato “senza esperienza amministrativa”, con un unico obiettivo: “Non avere concorrenti pericolosi che possano mettere in pericolo il loro potere. Ognuno può avere aspirazioni personali”.
E aggiunge “È tempo di finirla con coloro che pensano come padroni di questo territorio. In città ci sono menti pensanti e di alto spessore culturale che ben possono individuare la figura giusta per la gestione della cosa pubblica. Dobbiamo liberarci dalla sudditanza e riacquistare l’indipendenza politica”.
Riferendosi a quelli che lui chiama “valvassori aquilani”, ovvero si suppone, al segretario regionale leghista D’Eramo e al vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, in prima linea per lanciare la candidatura di Genovesi, alla quale lavorano da tempo.
Nel ruolo da spettatori, evocati da Giffi in attesa appunto di decidere il da farsi, si sono calati però ad un livello più alto il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, e di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi.
Pagano ad Abruzzoweb da una parte aveva riconosciuto che la Lega, primo partito in Regione Abruzzo, con 10 consiglieri e 4 assessori, e primo nei sondaggi, al netto del calo degli ultimi mesi, ha tutto il diritto di rivendicare una sua candidatura ad Avezzano e Chieti, unico comune capoluogo al voto in Abruzzo, per il quale, a differenza di Avezzano, che resta una partita locale, l’ultima parola spetterà comunque al tavolo nazionale.
Tutto legittimo, visto che la Lega non governa in nessun comune capoluogo e ha ceduto il passo davanti alla candidatura in Regione di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia.
Ha però aggiunto Pagano che anche Forza Italia, ad Avezzano, ha altrettanto diritto a rivendicare la candidatura di persone di spessore, ed anche la “continuità della buona amministrazione” dell’ex sindaco De Angelis, eletto in un raggruppamento civico nel giugno 2017, e poi passato a Forza Italia, caduto a giugno 2019, a causa dei dissidi interni alla sua maggioranza, dopo essere stato “azzoppato” dal riconteggio delle schede che ha ribaltato gli equilibri numerici in consiglio.
C’è però chi assicura che ad Avezzano Pagano non controlla le sue oramai risicate truppe.
Se pure Pagano dovesse ad esempio accettare di fare un passo indietro e accodarsi alla Lega, in un quadro di accordi più generale, non è detto che l’ex sindaco gli dia retta e non si proponga come civico, che è poi la sua originaria vocazione.
Per quanto riguarda Fratelli d’Italia: all’indomani della visita a L’Aquila di Salvini, dove è diventato chiaro a tutti che sarebbe stata imminente la candidatura di Genovesi ( ha detto il leader nazionale: “se non avessimo candidati all’altezza io sarei il primo a dire, come segretario della Lega dove non abbiamo un uomo o una donna in grado di coprire quel ruolo, abbiamo però due soluzioni positive e vincenti, sia per Chieti sia per Avezzano”), il segretario regionale Sigismondi ha affermato che in realtà nulla era deciso, che occorreva sedersi intorno ad un tavolo, e che anche Fdi aveva nomi validi da proporre ad Avezzano.
Dopo la candidatura di Genovesi, però Sigismondi non ha più proferito favella.
Ed il problema per Fdi è anche che di aspiranti sindaci ne ha anche troppi, ad Avezzano. Evenienza che ha già lacerato il partito.
Il pole position c’è innanzitutto Massimo Verrecchia, già candidato con la lista civica “Avezzano Popolare”, in appoggio a De Angelis, prendendo più di 400 preferenze, deputato alla Camera dei Deputati per un breve periodo al posto del celanese Filippo Piccone, ed oggi capo della segreteria del presidente Marsilio, ed uomo insostituibile nel centrodestra per la sua conoscenza tecnica ed ambientale in seno alla Regione ente del quale è dirigente strutturato.
Tanto che nonostante una consistente fetta del partito sia con lui, Marsilio abbia posto il veto sulla sua discesa in campo per non sguarnire il suo staff di un uomo prezioso.
C’è poi Armando Floris, figlio dell’ex due volte sindaco Antonio Floris, ex consigliere d’amministrazione del Cam, ed ex consigliere provinciale, in quota Pdl, che ha lasciato Forza Italia per passare a Fdi.
A sostenerlo chi come lui è passato da Fi a Fdi, o medita di farlo a breve, ma la vecchia guardia, come è nella natura delle cose, non ne vuole sapere di assecondare una così fulminea scalata di Floris.
Circolano anche i nomi dell’ex presidente del Consiglio, Iride Cosimati.
E il citato Mario Quaglieri, subentrato all’Emiciclo come primo dei non eletti a marzo 2019, come “supplente” di Liris, nominato assessore a Bilancio e personale. Anche se sono in molti ad assicurare che in realtà viste come si sono messe le cose ad Avezzano, Quaglieri non ci pensa nemmeno a lasciare lo scranno regionale.
Vista l’evidente ed amletica impasse di Fi e Fdi sul da farsi, e tenuto conto che non è nell’ordine delle cose possibili che la Lega, arrivati a questo punto, faccia un passo indietro, prende così quota l’ipotesi di una candidatura alternativa a Genovesi, con buona pace dell’unità del centrodestra, con Fi e Fdi uniti nella buona e cattiva sorte. Ma questa sarebbe una mossa per rimettere la palla al centro e permettere agli alleati di “acquisire le famose posizioni”, cioé la la spartizione dei posti di potere, di cui la Lega non vuole sentire parlare forte di un messaggio di cambiamento di politiche e di metodi.
Un progetto caro ai centristi di “Cambiamo”, forza politica che ha come esponenti di vertice al senatore “abruzzese” Gaetano Quagliariello, leader di Idea, e il presidente della Liguria, Giovanni Toti. E che tra le sue fila ad Avezzano ha un politico di lungo corso come Lino Cipolloni, ex assessore dell’Udc famoso per aver destabilizzato, fino a determinarne la capitolazione, sia la maggioranza di centrosinistra guidata da Giovanni Di Pangrazio, sia quella di centrodestra di De Angelis, meritandosi il bonaria fama di “ammazzasindaci”.
In tal senso le parole di fuoco di Giolitto, vicino a Cipolloni, non fanno che rafforzare l’ipotesi.
Importante è vedere come si muoverà nel mutato scenario anche la civica dell’avvocato Mario Babbo, consigliere di minoranza nell’ultimo consiglio comunale cittadino, che ha lanciato il largo anticipo a fine febbraio, la sua candidatura a sindaco, forte, come ha ribadito di un movimento che conta già 300 iscritti.
Importante anche per le sorti del centrodestra non leghista, vedere come si evolveranno le cose nel campo del centrosinistra.
Il Pd ha candidato intanto Roberto Verdecchia, noto avvocato penalista più volte consigliere comunale ed assessore.
Di conseguenza ha fatto un passo indietro, se mai ne abbia fatto davvero uno in avanti, l’ex presidente del consiglio regionale, il dem Giuseppe Di Pangrazio, fino a pochi mesi fa dato per probabile candidato sindaco.
Stesso discorso non vale però per il fratello, l’ex primo cittadino Giovanni Di Pangrazio.
Seppure nell’ombra e senza esporsi, ha lavorato in questi mesi all’ipotesi di una sua candidatura. E i soliti bene informati assicurano che non ha deposto le armi, intensificando anzi in tutte le direzioni i contatti e le interlocuzioni.



