AVEZZANO – Una bordata all’assessore regionale aquilano Roberto Santangelo: “se è vero che vuole imporre Mario Babbo come candidato sindaco, gli ricordo che nel 2020 si candidò contro il centrodestra, appoggiato dal Pd, e al ballottaggio sostenne ​Gianni Di Pangrazio“, come pure alla Lega, “ha tradito il voto dei suoi elettori”.

Finora defilato, a caricare a pallettoni l’archibugio, nella sempre più caotica situazione politica ad Avezzano,  e dentro ad una sempre più spaccata Forza Italia, in vista delle elezioni di primavera prossima, nell’intervista ad Abruzzoweb è Tiziano Genovesi, 45enne imprenditore edile, consigliere comunale degli azzurri, dove è approdato nel 2022 dopo aver detto addio, sbattendo la porta, alla Lega, sotto il cui vessillo era stato candidato sindaco alle comunali del 2020, sconfitto al ballottaggio dal civico bipartisan Gianni Di Pangrazio, che a primavera prossima correrà con un terzo mandato.

Genovesi, assieme al suo collega in consiglio, il capogruppo Goffredo Taddei e al segretario provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis, ex sindaco e ora presidente della società regionale dei trasporti Tua, ha approvato di buon grado la  proposta di candidatura a sindaco del centrodestra, lanciata in primis dal capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, l’ex parlamentare Massimo Verrecchia, dell’ex questore 65enne Alessio Cesareo, aquilano di origine ora residente a Celano, ex commissario di Polizia ad Avezzano, ed ancor prima dirigente comunale, uomo delle istituzioni salito alla ribalta delle cronache per l’essere rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un pacco bomba che gli è stato recapitato nel luglio del 2001 proprio all’interno del commissariato di Avezzano.

Il problema è però che la Lega e l’Udc appoggeranno Di Pangrazio, e a non essere per nulla d’accordo con l’ipotesi Cesareo, chiedendo una candidatura “politica” e non civica, e ​di rimettere dunque la palla al centro, è un altro pezzo da novanta di Forza Italia, il 44enne assessore regionale al Sociale e Cultura Roberto Santangelo, presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, il più votato in Abruzzo di Fi alle regionali del marzo 2024, con 9.587 preferenze.

Questo perché, in molti ad Avezzano non ne hanno dubbi, Santangelo appoggia l’ipotesi alternativa del consigliere di Forza Italia, candidato civico nel 2020, Mario Babbo, anche se circolano altri possibili nomi. Non a caso a contestare pesantemente l’ipotesi Cesareo, sette esponenti del circolo cittadino di Fi sul totale di 26, vicini appunto a Babbo e a Santangelo.

Questo in sintesi l’ingarbugliato scenario di cui è parte in causa anche Genovesi, che come del resto il segretario Nazario Pagano, che ha delegato di fatto le scelte al partito locale tirandosi fuori dalla mischia, come pure il segretario provinciale De Angelis, auspica che il centrodestra trovi finalmente l’unità ad Avezzano, con un confronto ancor più serrato, tenuto conto anche che nel 2020 fu fatale la divisione che portò Forza Italia a correre da sola, con Anna Maria Taccone. Un errore che nessuno vuole ripetere.

Detto questo però, spiega Genovesi, “oggi il nome che è uscito dai tavoli territoriali è quello di Cesareo, che si è messo a disposizione, un uomo delle istituzioni, di alto profilo morale, un ex questore della Polizia, ​ottima opzione dunque, tenuto conto che per me la sicurezza rappresenta una priorità. Cesareo deve essere però l’interprete, la punta di diamante di un centrodestra unito e propositivo capace di voltare finalmente pagina  rispetto a ​Di Pangrazio, ed è su questo che ora dobbiamo lavorare”.

Premesso ciò Genovesi parte alla carica contro Santangelo:” l’assessore ha assunto una posizione chiara, ma in contrasto con quello che dice il partito locale che sta però lavorando sul territorio, ascoltando gli elettori e che sta trovando una giusta sintesi”.

Soprattutto “Santangelo dice che servirebbe un candidato ‘politico’, un ‘uomo di struttura e di partito’, ma allora non può evidentemente riferirsi a Mario Babbo: non dimentichiamo che prima di approdare a Forza Italia, nel 202o Babbo è stato candidato civico, appoggiato dal Partito democratico, contro il centrodestra e il sottoscritto, al ballottaggio poi ha sostenuto Di Pangrazio. Non può evidentemente rappresentare il centrodestra in questa tornata elettorale.  Non si può essere l’uomo giusto per tutte le stagioni”.

Genovesi poi ironizza su un post sui social di Santangelo in cui, su una foto dell’uscita del casello autostradale di Avezzano si legge quanto segue: “Almeno residente ad Avezzano lo vogliamo trovare il candidato a chi invoca la territorialità?”, riferendosi al fatto che Cesareo, aquilano, è residente a Celano, e come implicita risposta a Verrecchia che sempre su Abruzzoweb ha consigliato in sostanza all’assessore di non entrare a gamba tesa sulle scelte che spettano in primis agli avezzanesi.

“Con i campanili non si va da nessuna parte  – commenta Genovesi -, ma neanche con le invasioni di campo, e non si va da nessuna parte nemmeno con post del genere, che trasformano la politica in un gioco da adolescenti e in chiacchiera da bar. Ad opera di una persona che non è residente ad Avezzano e che vuole però di fatto imporre un suo candidato. Lo invito piuttosto di venire alle prossime riunioni, visto che almeno a quelle a cui ho partecipato non era presente. Venga ad esporre la sua visione, la sua strategia politica rispetto a quella che il nostro segretario cittadino Goffredo Taddei sta portando avanti in dialogo costante con gli altri suoi colleghi del centrodestra”.

Genovesi poi come quasi scontato ​che fosse, punta il mirino contro la Lega, che come detto appoggerà Di Pangrazio,  “per un atto di coerenza e serietà”, come ribadito dal sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, Luigi D’Eramo, ex segretario regionale,  tenuto conto che la Lega ha in maggioranza l’assessore Cinzia Basilico e il consigliere Antonio Del Boccio, vice coordinatore provinciale, pur entrati in Consiglio con una civica.

“Nel 2022 ho deciso di lasciare la Lega e la storia mi sta dando ragione: l’ho fatto per coerenza, che per me è uno stile di vita, per non tradire il voto degli elettori, i 7.400 concittadini che mi hanno dato fiducia. Io rispetto l’onorevole D’Eramo, ma non può parlare di coerenza: alle elezioni di Avezzano la Lega è stato il partito più votato di tutte le liste e avrebbe dovuto rispettare chi ha barrato il simbolo, credendo in un programma, in un progetto del tutto alternativo a quello di Gianni Di Pangrazio”.

Detto questo, non tutto è perduto, “ho abbandonato il partito, ma mi sono rimasti  tanti amici nella Lega, e faccio loro un appello al senso di responsabilità: rientrate nel centrodestra, venite nei tavoli istituzionali che sono deputati alla decisione del candidato sindaco, confrontiamoci su un programma. Questo è quello che una classe dirigente matura deve fare, a maggior ragione oggi ad Avezzano”.

Genovesi poi assicura che non ha nessuna ambizione a ricandidarsi sindaco per una seconda volta cercando la rivincita contro Di Pangrazio: “nella mia pur breve carriera ho imparato che in politica non si vive di rivincite o di ripicche, ma va costruito il domani. Sono a disposizione del mio partito. Detto questo sarò senz’altro della partita come candidato consigliere”. (f.t.)