AVEZZANO – Dovrebbe arrivare la prossima settimana la fumata bianca per la scelta dei sette assessori, del vicesindaco e del presidente del consiglio, da parte riconfermato primo cittadino civico e bipartisan di Avezzano Gianni Di Pangrazio, che ha il suo bel da fare ad accontentare la sua composita coalizione a dieci liste.
A frenare il tutto, non certo però le serrate trattative, è la verifica dei verbali ricevuti dai seggi elettorali da parte della commissione elettorale del Tribunale, in base ai complessi conteggi dei resti, in base al metodo D’Hondt. Con l’eventualità che possa mutare la composizione del consiglio e a caduta quella della giunta, con la variazione del peso politico delle singole liste. particolare, un seggio dei 17 della maggioranza è in bilico tra la lista “Io sto con Avezzano” e la lista “Civica per Avezzano”. (QUI LINK)
La novità più eclatante intanto riguarderebbe la Lega, almeno da quanto emerge da fonti interne al partito: i salviniani hanno preso il 6,5% eleggendo gli uscenti Antonio Del Boccio, capogruppo, funzionario della Polizia provinciale, che ha preso 575 voti, e il già assessore Cinzia Basilico, con 254 voti e dunque un posto in giunta a loro dovrebbe spettare. Ma da indicazioni dei vertici del partito il posto potrebbe spettare invece a Massimiliano Fracassi, primo dei non eletti, con 239 voti, consigliere fedelissimo del vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, l’aquilano Emanuele Imprudente.
Nel proseguire il totonomi, va considerata come premessa metodologica che chi viene nominato assessore deve dimettersi da consigliere, rimpiazzato da un “surrogato” in aula, e dovesse perdere il posto in giunta, a seguito di un futuro rimpasto, più la regola e che l’eccezione ad Avezzano, dovrebbe dunque tornarsene a casa. E questo potrebbe spingere gli eletti a rinunciare in questo primo giro al posto in giunta, per non correre rischi, e attendere magari un successivo rimpasto per arrivare così a fine consiliatura.
Per la postazione, ambitissima di vicesindaco, resta in pole position Domenico Di Berardino, già vicesindaco uscente, il più votato della coalizione, 592 voti con la civica “Avezzano al centro”, prima lista con il 9,37%: un fedelissimo di Di Pangrazio, secondo in assoluto dopo il campione delle preferenze Massimo Verrecchia, con 731 voti, capogruppo di Fdi in consiglio regionale, che ha sostenuto il candidato del centrodestra Alessio Cesareo.
Ma salgono anche le quotazioni di Fabrizio Ridolfi presidente del consiglio uscente e consigliere provinciale, eletto con 536 voti nella lista “Io sto con Avezzano”, che ha preso il 9,14%, come pure dell’assessore uscente Filomeno Babbo, 497 voti nella lista “Civica per Avezzano”, che ha preso il 6,1%.
I due se non diventeranno vicesindaco sono comunque in corsa per un assessorato.
Ridolfi in realtà mirava a restare presidente del consiglio, ma per questa carica sono intanto salite le quotazioni dell’assessore uscente Pierluigi Di Stefano, 494 voti di lista “Scelta Libera” ha preso il 7,91% ed anche di Ignazio Iucci, 522 voti con “Avezzano al centro”, prima lista della coalizione.
A conferma di che rompicapo sarà per Di Pangrazio, vanno poi considerate le legittime ambizioni delle altre liste: per “Aree interne”, 7,34%, puntano all’assessorato Donato Aratari, 474 voti e Alessandro Pierleoni, 402 voti, assessore uscente. Per la lista “Scelta Libera” che ha preso il 7,91%, ci sono l’assessore uscente Pierluigi Di Stefano con 494 voti e Gianluca Cotturone con 329 voti, con primo dei non eletti Gianluca Presutti, avvocato e presidente della commissione Territorio, con 308 voti, anche lui in lizza.
Per la lista “AZ”, che ha preso il 7,4% e di cui è stato fautore Giuseppe Pangrazio, ex presidente del Consiglio regionale e fratello del sindaco, ci sarebbe anche Maurizio Seritti, 330 voti.
Completato il quadro – ipotetico – della parte maschile della giunta, con quattro postazioni, occorre portare in giunta almeno tre donne per rispettare la normativa della parità di genere.
E qui le scelte si fanno ancora più complicate per il sindaco Di Pangrazio.
Alte restano le quotazioni dell’assessore uscente Antonietta Dominici, prima dei non eletti con 356 voti perla lista “Civica per Avezzano”, e di Natalia D’Abruzzo, eletta con 307 voti con la lista Az.
Salgono però anche le possibilità per Patrizia Panei, che nella passata legislatura è stata consigliera di opposizione del Partito democratico, da cui è uscita sbattendo la porta dopo che per la candidatura a sindaco del centrosinistra è stato scelto l’ex assessore Roberto Verdecchia, che ha rimediato un modesto 9,7%. Panei è la prima dei non eletti di “Io sto con Avezzano”, con 307 voti.
Ma potrebbe alla fine spuntarla anche la risoluta assessore uscente Iride Cosimati, eletta nel 2020 con Fratelli d’Italia, ma poi passata anche lei al civismo, non rieletta con ben 488 preferenze, la donna più votata in assoluto, ma la sua lista “Io Amo Avezzano” ha tirato molto poco, totalizzando solo 634 voti, fermandosi al 2,78% non superando il quorum per una cinquantina di voti, ed l’unica delle dieci liste in appoggio a Di Pangrazio che non ha espresso consiglieri.
Ora Cosimati pretende una compensazione, lamentando il fatto che la sua lista è stata composta in fretta e in furia, debole e presentata in extremis, ricordando a Di Pangrazio che con i suoi voti e quelli della lista, la coalizione civica ha superato la soglia del 60%, ottenendo il premio di maggioranza di due consiglieri. Il che vuol dire che sono loro ora “reggere” il posto in giunta.
Potrebbe infine esserci spazio per assessori esterni e tecnici e un nome che si rincorre è quello dell’imprenditore Riccardo Savella, componente del consiglio nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio. (f.t.)






