AVEZZANO – “Qualcuno continua a strumentalizzare e approfitta dell’episodio per mettere in piedi una vera e propria attività di lapidazione”.

Ad affermarlo, l’assessore avezzanese Lorenzo De Cesare, a seguito di un nuovo attacco da parte dei partiti di centrodestra, di Forza Italia, Idea, Fratelli d’Italia, Udc e Lega che, con una nota a firma del portavoce Roberto Alfatti Appetiti, ieri ne hanno nuovamente chiesto le dimissioni. Al centro c’è sempre la questione legata al post contro il Papa scritto sulla sua bacheca il giorno di Natale, a seguito del quale, lo stesso sindaco Gianni Di Pangrazio è sceso in campo a difesa del pontefice, chiedendo all’assessore di scusarsi altrimenti sarebbe stato allontanato.

Dopo le scuse alla Curia e al sindaco (ma non al Papa), De Cesare conferma che, per il momento non si dimetterà. “Dinanzi all’ennesimo accanimento da parte di alcune forze politiche, ho sentito il dovere di intervenire nuovamente sulla vicenda: “Mi ritrovo a leggere ancora fiumi d’inchiostro contro di me. Noto tuttavia che qualcuno continua a strumentalizzare e approfitta dell’episodio per mettere in piedi una vera e propria attività di lapidazione”, ha scritto in risposta ai partiti di centrodestra per cui “le sue scuse non sono credibili, mirano solo a conservare la poltrona e soprattutto non sono rivolte al Santo Padre, che già a novembre, sempre sui social, in un altro intervento insultante, lo stesso De Cesare definiva ‘imbarazzante’ per aver acconsentito allo svolgimento della Messa di Natale prima della mezzanotte, a conferma di come il suo giudizio sprezzante sul Sommo Pontefice non sia estemporaneo”.

“Quello di cui forse De Cesare e Di Pangrazio non si rendono conto è che a venire calpestati sono i valori fondanti della cristianità, come quando, lo scorso marzo De Cesare addirittura si scagliava contro un simbolo universale di pace e speranza qual è il crocifisso: “posso capire che nel 1600 ci si potesse affidare ad un crocifisso ma fare la stessa cosa nel 2020″, il tutto condito con faccine ridenti – si legge nella nota di Alfatti Appetitti -. Errare è umano, perseverare è diabolico. Quel che amareggia ulteriormente, peraltro, è il silenzio della maggioranza, tutt’altro che religioso, che dimostra come sia labile il confine tra un civismo di facciata e un cinismo nei comportamenti che rende conniventi i consiglieri con le affermazioni di De Cesare. Di Pangrazio, tanto più dopo aver pubblicamente riconosciuto che De Cesare ha insultato non solo il Santo Padre – che è anche Capo di Stato – ma tutta la città, compresi i non credenti, deve provvedere alla revoca dell’assessore senza perdere un solo minuto, altrimenti il centrodestra unito in tutte le sue forze, ritenendo non sacrificabili i valori della cristianità, continuerà a sollevare la questione in ogni sede”.

“Ricordo a taluni soggetti che si impegnano così tanto a scrivere contro la mia posizione di amministratore che mi guadagno da vivere lavorando da professionista a differenza dei maggiordomi della politica aquilana, come il signor Alfatti Appetiti” – ha risposto De Cesare -. Poi aggiunge e spiega: «Proprio in questi giorni, sto lavorando insieme alla maggioranza sul lodo arbitrale con l’Irim, mettendo in atto tutte le procedure possibili per far risparmiare alle casse comunali un milione di euro. Una vicenda annosa, per alcuni versi simile a quella della Gielle che in passato, proprio l’amministrazione di cui Alfatti era protagonista nello staff del sindaco De Angelis, ha tenuto volutamente in ombra. Si tratta della possibilità di riscuotere una somma pari 1.200.000 euro per le casse comunali. Sto predisponendo, inoltre, le schede di finanziamento per il Recovery Plan, insieme al sindaco e alcuni esperti della nostra città da presentare per lo sviluppo della città di Avezzano e della Marsica”.

Terminato questo lavoro De Cesare aggiunge che rimetterà la delega nelle mani (e alle decisioni del sindaco Di Pangrazio)”.