L’AQUILA – Ha generato una e vera e propria sollevazione di associazioni di categoria e della politica abruzzese l’aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25 del 3,80 per cento, scattato dal primo gennaio.
Sull’argomento è intervenuto duramente anche il segretario regionale dell’Italia dei Valori Lelio De Santis che auspica “una gestione pubblica per cancellare il rito annuale delle proteste di facciata”.
L’ex assessore comunale dell’Aquila se la prende anche con i sindaci dell’Aquila, Massimo Cialente, contro il quale da giorni è tornato a scagliarsi, e di Teramo, Chieti e Avezzano, Maurizio Brucchi, Umberto Di Primio e Giovanni Di Pangrazio, che “non dicono nulla”.
“Ma la politica, che deve fare gli interessi dell’Abruzzo e che deve guardare ad uno sviluppo che necessariamente è legato alla Capitale, può solo stare a guardare o a protestare?”, si domanda.
La Confcommercio di Pescara ha chiesto il ritiro del provvedimento, la Cna ha parlato di stangata.
Il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso nei giorni scorsi ha assicurato la convocazione di una riunione della conferenza dei capigruppo annunciando anche la richiesta di un incontro con l’amministratore delegato dalla Toto Spa, concessionaria delle autostrade, dopo le dure critiche arrivate dal centrodestra.
Oggi, inoltre, la senatrice del Partito Democratico Stefania Pezzopane, e il deputato di Sel Gianni Melilla, hanno annunciato che presenteranno interrogazione parlamentari, “per chiedere conto degli aumenti autostradali”.





