ROMA – Stellantis in caduta libera. il titolo ha bruciato 40 miliardi in soli 6 mesi, un tracollo senza precedenti. Una brutta notizia anche per il polo dell’Automotive della Val di Sangro, dove i lavoratori sono in cassa integrazione, e il grande indotto.

Carlos Tavares, lo strapagato amministratore delegato del Gruppo, 36 milioni l’anno nell’ultimo scatto previsto, rischia ora di essere indotto alle dimissioni, e interverrà in audizione in Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, della Camera il prossimo 11 ottobre.

Come scrive Qui finanza, “Stellantis ha rivisto la guidance sui risultati del 2024 per rispondere ai pesanti problemi di performance in Nord America: un terremoto per il settore auto che però sta travolgendo tutti, anche in Europa. La crisi globale del settore si traduce in una previsione di mercato per il 2024 inferiore all’inizio dell’anno, mentre le dinamiche competitive si sono intensificate per effetto sia della maggiore offerta sia dell’accresciuta concorrenza della Cina”.

L’azienda ha emesso un profit warning, segnalando difficoltà palesi ormai a tutti, e immediato è stato il crollo in Borsa: a Milano il titolo è sprofondato a -14,7%, innescando un effetto domino su altre società legate al gruppo Exor. Persino Ferrari ha visto un ribasso significativo, contribuendo a una perdita complessiva stimata in 10 miliardi di dollari per l’intero comparto automobilistico globale.

Stellantis ha deciso per una riduzione delle consegne di più di 200mila auto nel secondo semestre del 2024 – un incremento rispetto alla riduzione di 100mila riflessa nella precedente guidance – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un aumento degli incentivi sui modelli del 2024 e – spiega in una nota – degli anni precedenti e iniziative di incremento della produttività che contemplano aggiustamenti sia sui costi che sulla capacità produttiva.

In Abruzzo co sarà un ulteriore ricorso alla cassa integrazione ordinaria dal 14 al 27 ottobre nello stabilimento di Atessa e Stellantis ha comunicato che “per Atessa, la misura si è resa necessaria da situazioni congiunturali legate alla mancanza di ordini in relazione al rallentamento del mercato europeo dei veicoli commerciali nel primo semestre dell’anno e che non ha ancora assorbito qualche piccolo segnale positivo arrivato nei successivi mesi estivi.

Dopo il crollo in Borsa di ieri, e un futuro sempre più in bilico, il governo Meloni ha chiesto risposte immediate a John Elkann, presidente del gruppo, e a Carlos Tavares, per chiarire il futuro del piano industriale e soprattutto fornire garanzie sui posti di lavoro in Italia. Tavares interverrà in audizione in Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, della Camera il prossimo 11 ottobre alle ore 13.