L’AQUILA – Disagi per i pendolari che usano il bus della Tua delle 6.50 del mattino dall’Aquila ad Avezzano. “Da mercoledì 19 febbraio gli utenti si confrontato con una nuova dura realtà: il bus bipiano non c’è più”, segnalano gli stessi pendolari in una lettera firmata.

Spiegano: “Il 19 e il 20 febbraio l’autobus è stato immediatamente seguito da un bis che ha consentito agli utenti, tutti con abbonamento mensile regolarmente pagato, di usufruire del servizio di trasporto. Oggi, 21 febbraio, invece, l’autobus giunto alla fermata aquilana dell’Amiternum alle ore 7 (come al solito già pieno), era unico, benché fosse dotato di autista e di controllore. A causa dei numerosi abbonati restati senza posto e in piedi, l’autista e il controllore hanno richiesto un bus supplementare, atteso inutilmente sino alle ore 7.25”.

Continua la lettera: “Naturalmente, alcuni utenti sono stati invitati a scendere per prendere la corsa successiva, ovvero quella partita da Collemaggio delle 7.15 con arrivo alle 7.25 all’Amiternum, ma, forse, sarebbe caso di riflettere sul fatto che se si è scelto di prendere il bus delle 6.50, ci deve essere stata una ragione. Alle ore 7.25, in ogni modo, cinque utenti, pressati dal dovere essere in servizio all’Istituto Serpieri di Avezzano e dal fatto che avrebbero mancato la coincidenza del bus locale, sono stati costretti a scendere e a prendere la propria autovettura, recandosi al lavoro a proprie spese nonostante abbiano pagato l’abbonamento mensile”.

Quindi l’appello: “Ordunque, piace ricordare alla Tua che, oltre ai docenti di ogni ordine e grado, il bus L’Aquila-Avezzano trasporta medici e operatori sanitari che devono andare anche in sala operatoria, impiegati di banca e di assicurazioni, operai di industrie. Forse nella corsa delle 6:50 L’Aquila-Avezzano, invece, di usare un autobus con bagno, sarebbe auspicabile un bipiano con sedili o, al massimo, due autobus con sedili”.