L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila in un comunicato stampa annuncia gli ammortizzatori sociali, i “passi in avanti” ed i “sulla vicenda vigileremo”, ma nessuno dice che non è ancora andato a buon fine il piano di salvataggio di Aura, azienda aquilana specializzata nel recupero di materiale ferroso con al libro paga una cinquantina di dipendenti, e in crisi da anni.
Insomma, nessuno dice che il futuro aziendale ed occupazionale non è ancora assicurato: infatti, nell’ambito della procedura negoziale che consente alle aziende in crisi di beneficiare di una sorta di “scudo” che congela il debito e le varie istanze dei creditori, per tentare il salvataggio, aperta da mesi davanti al Tribunale dell’Aquila, emerge infatti che nel mese di ottobre c’è stata solo l’acquisizione, per 4 milioni di euro, da parte del colosso nazionale ed internazionale Stemin Spa di Bergamo in cordata con il player locale, il gruppo imprenditoriale Circi, che allo scopo hanno fondato il sodalizio Metal Master. Ma non l’atto di acquisizione che sarà firmato quando tutti i tasselli saranno al loro posto.
Non a caso, dal carteggio spunta un passaggio, in questo movimento fondamentale, di cui però le istituzioni che hanno annunciato gli ammortizzatori sociali, non fanno menzione: l’avvocato cassazionista del Foro di Pescara, Sergio Della Rocca, nella qualità di esperto nominato dalla Camera di Commercio per questa procedura, ha inviato al giudice Maura Manzi una relazione nella quale fa il punto della situazione sulla trattativa, secondo il professionista in fase avanzata, elencando quali sono gli step che mancano per arrivare alla felice conclusione del percorso di salvataggio.
Ora il giudice dovrà esprimersi anche se è quasi certo che concederà altro tempo, non molto, si parla di un mese, per chiudere la procedura.
Una situazione che quindi preoccupa ancora i dipendenti e le loro famiglie e il territorio, anche alla luce di un clima caotico.
E secondo quanto si è appreso, i due ostacoli non sarebbero da poco: bisogna raggiungere l’accordo sindacale, al centro del confronto proprio il riassorbimento delle maestranze, per il quale una nuova riunione è in programma il prossimo 5 novembre all’Aquila, e l’accordo con i creditori, che sembra in dirittura di arrivo visto che dovrebbe esserci stata una schiarita sulle spettanze nei confronti del Tecnopolo D’Abruzzo, dove è insediata la sede di Aura.
Insomma, Della Rocca ha informato il giudice sullo stato dell’arte della vicenda che però a stretto giro deve essere chiusa in un senso o nell’altro.
Ed ecco perché il comunicato inviato ieri dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e dal consigliere comunale con delega alle Politiche del lavoro, Fabio Frullo, che hanno ringraziato l’assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca, “per l’attenzione e per il lavoro istituzionale portato avanti dalla Regione Abruzzo nel seguire questa delicata vertenza” (Qui il link), appare parziale visto che Metal Master non è in sella e che anche il sodalizio del salvataggio dovrà firmare dei documenti che fanno parte del carteggio per gli ammortizzatori sociali.
E in riferimento al punto più caldo, quello del riassorbimento dei 47 dipendenti, nella proposta e nel piano industriale gli imprenditori hanno previsto la riassunzione all’atto della firma di 25 addetti. Il 13 ottobre scorso, infatti, nel corso dell’incontro istituzionale convocato dalla Regione Abruzzo, è stata raggiunta un’intesa che prevede la ricollocazione immediata dei 25 lavoratori, cui si aggiungeranno altri 12 dipendenti con l’avvio a regime delle attività. Per i restanti nove lavoratori è stato individuato un percorso di esodo volontario incentivato, con l’obiettivo di costruire una soluzione concordata e sostenibile. (b.s.-a.c.)






