L’AQUILA – Sempre più inquietante e vicino lo spettro dell’aumento dei pedaggi sulla A24 A25 fino al 34%: nell’incontro di oggi dei sindaci abruzzesi e laziali coordinati dal sindaco di Carsoli Velia Nazzarro, e alla presenza di del sottosegretario di Giunta regionale Umberto D’Annuntiis,  il vice capo di gabinetto del ministero delle infrastrutture Giancarlo Caselli e il direttore generale per le strade e autostrade Felice Morisco, non hanno dato nessuna rassicurazione sulla possibilità di congelare anche dopo gennaio gli aumenti, parlando di una “sterilizzazione delle tariffe per un periodo di 3-4 mesi massimo”, ovvero fino a marzo-aprile.

Questo nei giorni in cui, come riferito da Abruzzoweb, Strada dei Parchi, società concessionaria dell’autostrada A24 A25, che collega l’Abruzzo a Roma, e che fa parte della holding dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, avrebbe avviato l’iter di rescissione del contratto, in largo anticipo rispetto alla scadenza del 2030,  con richiesta allo Stato un indennizzo per la mancata remunerazione degli investimenti e mancati ricavi per il blocco dei pedaggi, per una cifra intorno ai 2,5 miliardi di euro. Una rottura provocata  innanzitutto della mancata approvazione, nonostante la nomina di ben due commissari, del Piano economico finanziario dal valore di 6,2miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi a carico della concessionaria, per la messa in sicurezza sismica dell’autostrada A24-A25,  previsto nella legge di stabilità del 2012 nella quale, a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009, le due arterie si considerano strategiche in caso di calamità naturali.  In questo contesto Strada dei Parchi considera inevitabili gli aumenti dei pedaggi, se non si approverà il Pef in tempi strettissimi, nella peggiore delle ipotesi del 34%, aumenti ora congelati fino a gennaio da un emendamento della deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane,  e contro cui affilano le armi i sindaci abruzzesi e laziali, pendolari e tutte le associazioni di categoria, visto che questo aumento rappresenterebbe un salasso insostenibile per cittadini e imprese.

Duro il commento di D’Annuntiis: “A parte la cordialità dell’incontro non è stata data alcuna assicurazione. Abbiamo rappresentato l’insoddisfazione nei confronti della proposta di sterilizzazione delle tariffe per un periodo di 3-4 mesi massimo, che non risolve la problematica esistente ma soprattutto lascia un intero territorio nell’incertezza. Abbiamo quindi chiesto che la sterilizzazione delle tariffe abbia almeno la durata temporale di un anno e possa decadere solo in seguito all’approvazione del nuovo Pef che, ricordo, è stato affidata ad un commissario”.

“Serve una iniziativa forte del Governo per la soluzione dei problemi e dei contenziosi esistenti tra Stato e concessionario, una soluzione che tenga conto del primario interesse pubblico. La questione abruzzese delle tariffe autostradali non può essere paragonata a quella rappresentata in altre regioni per la peculiarità della nostra autostrada, ritenuta strategica per i collegamenti est-ovest del nostro paese. Adesso auspichiamo che i parlamentari abruzzesi, in concorso con quelli laziali, facciano in modo che nella finanziaria in corso di approvazione il Governo e il Parlamento trovino le risorse necessarie al fine di evitare che a pagare siano sempre i nostri concittadini e le nostre imprese”, aggiunge D’Annuntiis.

A complicare ulteriormente il quadro, l’annuncio delle imminenti dimissioni, per incompatibilità con lo status di pensionato,  dell’ingegnere Maurizio Gentile, ex Ad di Rete ferroviaria italiana (Rfi), ingegnere idraulico originario di Sulmona, attuale commissario straordinario nominato dal governo per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25.