L’AQUILA “Un’alluvione all’Aquila come quella di Genova? Non è da escludere, bisogna mettere in sicurezza l’Aterno ed essere preparati”.

Non vuole creare allarmismi Adriano Goio, commissario delegato per il risanamento del bacino Aterno Pescara, ma avverte: “L’anno scorso (nel dicembre 2010, ndr) c’è stata una ‘mini’ alluvione, ma nonostante fosse ‘mini’, l’Aterno è straripato creando molti disagi. Se dovesse avvenire un’alluvione più copiosa manderebbe sott’acqua una parte della città”.

Dopo il disastro avvenuto in Liguria e in Toscana negli ultimi giorni, la preoccupazione è salita anche in città, e il Comune ha scritto alla Provincia affinché vengano prese tutte le misure necessarie alla messa in sicurezza dei vari fiumi e torrenti presenti sul tutto il territorio comunale.

Ci sono infatti zone ad alto rischio di alluvione. “Il problema riguarda soprattutto Cansatessa, Bazzano, San Vittorino, Ocre – spiega Goio – Tutti centri indifesi perché gli argini dell’Aterno sono pensili, ovvero il corso d’acqua è più alto del terreno circostante. Se gli argini, che dopo il sisma non versano in buone condizioni, dovessero rompersi, potrebbero esserci danni anche gravi”.
 
La soluzione è nel progetto di messa in sicurezza che Goio ha già predisposto da tempo e che riguarda la costruzione di casse di espansione e rinforzo degli argini. “Da un anno e mezzo – ricorda – c’è un progetto esecutivo, ma ci sono stati ricorsi e controricorsi che hanno bloccato l’iter. Il progetto è al Cipe da 10 mesi. Per Pile c’è inoltre un progetto specifico da circa 4,7 milioni. Questo è stato inserito dalla Regione nel pacchetto dei 40 milioni concordati con il ministero dell’Ambiente”.

“Anche per Pescara – prosegue Goio – c’è un progetto già pronto, ma è stato fatto anche qui un ricorso al Tribunale delle Acque ed è tutto ancora fermo. I privati cittadini si oppongono al fatto di ad avere casse di espansione sul loro terreno, però la sicurezza viene prima dell’interesse dei cittadini”. Mentre a Pescara il ricorso è stato discusso, all’Aquila è ancora fermo al Tribunale delle Acque.

Quello che è successo a Genova, secondo Goio, è stato causato da diversi fattori. “A mio giudizio personale – dice – i morti ci sono stati perché è stato un errore madornale non chiudere le scuole. Genova, poi,  è in pendenza verso il mare e sotto la città corrono corsi d’acqua che sono stati nei secoli tombati. Il Bisagno è un torrente tombato che ha una sessione che è un quarto di quelli che sono state le portate di questi giorni. Non poteva che esplodere”.

“Un problema – conclude – è anche quello legato dell’impreparazione della gente. Bisognerebbe fare simulazioni di questo genere per educare le persone a mettere in atto i comportamenti più adeguati in caso di emergenza”.

COMUNE SOLLECITA PROVINCIA SU MESSA IN SICUREZZA

L’AQUILA – A seguito delle abbondanti precipitazioni che stanno investendo drammaticamente il Paese, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e l’assessore alla Protezione Civile Roberto Riga, hanno scritto al presidente dell Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo e all’assessore alla Protezione Civile della provincia dell’Aquila Giuseppe Tiberio, affinché adottino tutte le iniziative necessarie alla messa in sicurezza dei vari fiumi e torrenti presenti sul tutto il territorio comunale.

“In particolare – si legge nella lettera – oltre alla possibilità di esondazione del fiume Aterno, si segnalano le situazioni di grave pericolo presenti sul torrente Raio, nel tratto che attraversa il nucelo industriale di Pile completamente intasato da vegetazione arbustiva, nei fossi di San Giuliano e Bagno Grande e nei torrenti del Raiale e Vera”.

La lettera conclude con l’invito a prendere tutte le misure di controllo e verifica necessarie al monitoraggio del territorio, al fine di scongiurare ulteriori tragedie.