L’AQUILA –  Nonostante la nomina sia stata passata ormai in “giudicato”, si parla ancora della presidenza dell’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila.

Il dibattito, ancora una volta tutto interno a FdI, il partito di maggioranza relativa della riconfermata coalizione di centrodestra in Regione Abruzzo, si incrocia con le future investiture e riguarda ancora una volta la guerra, politica e di potere, tra il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Massimo Verrecchia e l’assessore regionale al Bilancio e Sport Mario Quaglieri.

Incassato, il primo, la nomina del giovane commercialista marsicano Quintino Antidormi alla guida dell’Ater dell’Aquila, il suo rivale, andato su tutte le furie per quello che ha vissuto come uno “scippo”, attende ora il riequilibrio nelle prossime nomine.

Ma alla luce di mediazioni fallite, rose di nomi proposte e poi cestinate e una nomina arrivata all’ultimo momento con un vero e proprio colpo di mano, sulla presidenza dell’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, emergono altri retroscena nel conflitto oramai aperto, e che, nel caso di Ater, nemmeno i buoni uffici degli ambasciatori di pace sono riusciti a placare, tra Verrecchia e Quaglieri.

La nomina in quota Fdi di Antidormi, uomo di Verrecchia, per un posto che però era stato ipotecato da mesi dall’assessore regionale ed ex sindaco di Trasacco, più votato in assoluto alle regionali di marzo, con quasi 12mila voti, fa venire a galla il fatto che Quaglieri aveva puntato dritto su ujn suo fedelissimo Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi. Lo stesso che il recordman di preferenze, medico chirurgo, sta riproponendo su ogni tavolo.

Ed ecco la cronistoria dei retroscena Ater che arricchiscono la vicenda di altri interessanti particolari. Vista la presidenza contesa, il partito avrebbe messo in campo una azione diplomatica, con paciere in particolare il senatore e vicesegretario regionale Guido Liris, che con Verrecchia ha sancito una alleanza politica già dai tempi del congresso provinciale dell’Aquila, vinto contro l’asse tra Quaglieri e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

E così una onorevole mediazione sarebbe stata trovata: Verrecchia avrebbe fatto un passo indietro, Quaglieri di rinunciare a Di Cristofano, nome inaccettabile per vecchie ruggini da parte di Verrecchia, e di proporre una rosa di tre nomi su cui trovare un accordo.

Sarebbe accaduto però che Quaglieri sia andato a illustrare il nuovo scenario nella sua roccaforte marsicana, dove gli amministratori amici e che rappresentano la sua base elettorale, avrebbero espresso un perentorio out out: o Di Cristofano o nulla.

E così Quaglieri si è dovuto adeguare ai suoi. Risultato: Verrecchia, in accordo con il gruppo consiliare che ha confermato ancora una volta di stare dalla sua parte nella singolar tenzone, ha deciso per il blitz. Come capogruppo è infatti Verrecchia a dover inviare per la firma del decreto di nomina la comunicazione ufficiale via mail al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia. E il nome digitato nella mail è stato ovviamente quello di Antidormi.

Da qui l’ira funesta di Quaglieri. In attesa di nuove puntate della lotta interna a Fdi tra Verrecchia e Quaglieri che sono venuti ai ferri corti per le scelte al comune di Avezzano, con il primo che vuole restare all’opposizione del civico Gianni Di Pangrazio, il secondo invece, amico del sindaco,  fautore della nomina ad assessore dell’eletta in Fdi Iride Cosimati.

Scontro poi arrivato il consiglio, a cominciare con la vicenda dei 700mila euro a favore di tre comuni inseriti a sua discrezione da Quaglieri nella legge di Assestamento, per l’Aia dei Musei di Avezzano, per una piscina a Lecce Nei Marsi e per la ristrutturazione di un cimitero a Secinaro.

Fondi ad hoc che Verrecchia, con l’appoggio dell’intero gruppo, voleva cancellare con appositi emendamenti, stoppati però dal presidente Marsilio. Poi ancora ruggini tra Quaglieri e il gruppo, per la sua oggettiva difficoltà a reperire risorse da mettere a disposizione dei singoli consiglieri, appena sopite con la approvazione dei contributi a pioggia della legge Mancia.

Ma Quaglieri ci riprova a piazzare De Cristofaro, dopo aver incassato anche il trasferimento, dall’Aquila ad Avezzano del processo, al termine della udienza con giudizio immediato andata in scena il 10 dicembre scorso, per l’utilizzo, dal 2013 al 2024, di una sim telefonica intestata e pagata per un tortale di 6.621 euro dal Comune di Trasacco, amministrazione della quale Quaglieri è stato sindaco dal 2012 al 2018 e poi consigliere fino al maggio del 2019, quando è stato eletto per la prima volta consigliere regionale.

C’è poi il filone dell’inchiesta principale della procura della Repubblica dell’Aquila, intende far luce sul doppio ruolo di Quaglieri di medico e chirurgo con contratto di collaborazione esterna nella clinica “Di Lorenzo” di Avezzano, e nello stesso tempo di consigliere regionale, presidente della commissione sanità, dal 2019 al dicembre 2022, e poi assessore regionale al Bilancio al posto di Liris, eletto senatore, carica nella quale è stato rinominato dopo la storica conferma il centro-destra alle elezioni di marzo scorso.

In particolare, Quaglieri, secondo i pm, non si è astenuto in occasione di due delibere di giunta che riguardavano anche la clinica dove l’assessore medico trae parte del suo reddito.

Ed è ora indagato con le ipotesi di reato tutte da dimostrare, di falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Indagata anche per il solo abuso d’ufficio la titolare della clinica Lucia Di Lorenzo.