L’AQUILA – A circa un mese e mezzo dalle elezioni per il rinnovo del vertice dell’Ateneo aquilano, il primo turno è fissato per il 17 maggio prossimo, la successione al rettore uscente, Ferdinando Di Orio, indebolito dalla incisiva azione di opposizione condotta dal professor Sergio Tiberti e anche dalle inchieste della magistratura, è diventata un rebus.

Il primo quadro tracciato in esclusiva da AbruzzoWeb ha avuto importanti riscontri sulla sua attendibilità, ma il totorettore impazza ancora e sempre di più.

Ciò che ora è diventato più chiaro sono le manovre dei potentati accademici che stanno dietro alle diverse candidature.

Lo stesso Di Orio sta svolgendo un ruolo di primissimo piano, non solo nel promuovere la candidatura della propria delfina, la preside della facoltà di Medicina e chirurgia, Maria Grazia Cifone, in partenza accreditata di una buona fetta del consenso del rettore nel dipartimento di Medicina clinica, ma anche nel confondere le acque, suscitando altre “candidature civetta” per frammentare il resto dell’elettorato.

Si spiegano così alcune candidature proposte nell’area della facoltà di Ingegneria, quali quelle dell’attuale pro-rettore Angelo Luongo, braccio destro di Di Orio, e quella dell’outsider Angelo De Vita, rientrante dopo un congedo dall’università durato dieci anni essendo stato nominato dalla regione Campania direttore di un parco naturale.

La candidatura Luongo sembrerebbe però raggruppare solo i consensi dei fedelissimi di Di Orio a Ingegneria, in particolare quanti hanno ricoperto con l’uscente incarichi di sottogoverno e deleghe gestionali.

Gli stessi fedelissimi di Di Orio a Ingegneria appaiano però disorientati dalla compresenza di candidature chiaramente riconducibili al rettore in carica.

Analogo discorso vale per la candidatura di De Vita, nonché per la candidatura cui si è dichiarato disponibile l’ex direttore di dipartimento, Pacifico Pelagagge, che andrebbero a pescare consensi solo in una cerchia ristretta di docenti.

Molti professori di questa facoltà esprimono preoccupazioni per questa frammentazione, addebitata anche all’ambiguo atteggiamento dell’ormai ex preside Pier Ugo Foscolo, dapprima vicino a Di Orio, quindi simpatizzante della candidatura della (ormai ex) preside di Scienze, Paola Inverardi, e ora apparentemente ridimensionato a sostenitore di una candidatura di secondo piano.

Parliamo di ex presidi perché la riforma Gelmini elimina le facoltà e dà più potere ai dipartimenti.

Altrettanto poco decifrabile l’orientamento dell’ex rettore, Luigi Bignardi, riconosciuto caposcuola e da poco nominato professore emerito, che appare preoccupato di mantenersi equidistante tra il vecchio e il nuovo.

Vorrebbe insinuarsi in queste frammentazioni di Ingegneria il preside della facoltà di Economia, Fabrizio Politi, altro delfino di Di Orio a lungo considerato alternativa alla Cifone, e ora forse messo in campo per rastrellare altri voti nell’area dell’Ingegneria industriale (dipartimento cui è afferita l’ex facoltà economica).

In questo clima salgono le quotazioni per la candidatura del decano dell’Ateneo Aniello Russo Spena, come alternativa al candidato del rettore uscente: Russo Spena, da poco nominato socio dell’Accademia nazionale delle Scienze, in forza del suo profilo accademico potrebbe ricompattare una parte cospicua dell’area di Ingegneria riducendo al minimo il peso dei fedelissimi di Di Orio, disponendo in Ateneo del sostegno di quanti hanno espresso in questi anni una evidente alternativa alla gestione dell’ex senatore.

Alla stessa tipologia di Russo Spena deve essere annoverato Edoardo Alesse, sconfitto nel confronto diretto con l’attuale rettore nel 2007, che dispone potenzialmente del consenso di buona parte del nuovo dipartimento di Scienze Cliniche e vanta importanti collegamenti con il rettore della Sapienza, Luigi Frati, di cui è diretto allievo: un nodo in via di rapido scioglimento.

Non si esclude che alcune frange insofferenti dell’area medica possano convergere sulla candidatura della Inverardi, che attualmente dispone dei consensi del proprio dipartimento (Informatica e Matematica), ma è invisa a molti di Ingegneria in conseguenza di una operazione che ha visto transitare al nuovo dipartimento, di cui è proponente, alcuni docenti di Ingegneria informatica.

Rimangono molto incerti gli orientamenti dei dipartimenti di Fisica-Chimica, storicamente ostili alla Inverardi, pur essendo parte dell’area delle Scienze, e di Scienze Umane, tormentati in questi ultimi giorni da una vicenda spiacevole che ha visto protagonista l’aspirante direttore, Simone Gozzano – vicino alla Inverardi – costretto al ritiro della propria candidatura dopo che è emerso in modo rocambolesco un documento inquietante in cui alcuni docenti venivano pesantemente stigmatizzati da Gozzano stesso.

I primi nodi potrebbero sciogliersi il 20 aprile prossimo, data di presentazione pubblica delle candidature. Ma solo le urne daranno il responso: il 17 maggio, data del primo turno, in cui occorrerà la maggioranza assoluta degli elettori al momento fuori portata per tutti i candidati.