L’AQUILA – Dentro l’Università dell’Aquila si litiga su tutto, anche sui manifesti per l’inaugurazione del corso di laurea magistrale in Medicina.

Casus belli il mancato inserimento nella locandina di promozione dell’evento del logo del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologie (Discab) diretto da Edoardo Alesse, mentre era in bella vista quello del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) retto da Maria Grazia Cifone, ex preside di Medicina prima della riforma Gelmini e fedelissima del rettore, Ferdinando Di Orio.

Il capo dell’Ateneo, tra l’altro, durante la cerimonia, due giorni fa, si è sentito male ed è stato operato d’urgenza all’ospedale San Salvatore del capoluogo.

A sollevare la questione, da quanto si apprende, è stato il professore di Chirurgia vascolare Carlo Spartera, che ha accusato la presidente del corso di laurea, Maria Penco, di voler “cancellare” il Discab e voler far rimanere il Mesva come unico fulcro della docenza dell’ex facoltà di Medicina.

In suo sostegno sono arrivati l’ordinario di Reumatologia Roberto Giacomelli e lo stesso Alesse, che hanno stigmatizzato la vicenda.

Il primo ha sottolineato la marginalizzazione dei membri del dipartimento escluso, arrivando a ipotizzare una sorta di tirannia del “pensiero unico” proveniente dall’organismo diretto dalla Cifone.

Alesse ha rincarato la dose, parlando di “atteggiamento discriminatorio di cui non comprendo le ragioni” e spiegando che l’Università dell’Aquila potrà risollevarsi dai disastri del post-sisma solo se si troverà una comunità di intenti.

Un richiamo a un’armonia che, al momento, pare lontanissima e la lotta tra dipartimenti è solo l’ultima puntata di una saga interminabile, farcita di denunce, esposti e inchieste.

Come quella sugli affitti dell’ex Optimes e sui lavori di adeguamento dell’edificio, che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di Di Orio, dell’ex direttore amministrativo Filippo Del Vecchio e di Marcello Gallucci, titolare della società proprietaria dell’immobile nel nucleo industriale di Pile dove sono state ricollocate le facoltà rese inagibili dal terremoto.

Senza contare la guerra tra uno dei principali oppositori della governance dell’Università, Sergio Tiberti, e la Cifone, querelata per diffamazione con una richiesta di risarcimento da un milione di euro e rinviata a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila. Pierluigi Biondi