L’AQUILA – L’assemblea regionale del Partito democratico ha ratificato l’elezione di Marco Rapino a segretario regionale e nominato Camillo D’Alessandro (come anticipato da AbruzzoWeb) presidente dell’assemblea stessa.
Entrambe le decisioni sono venute per acclamazione nell’ambito della prima riunione dell’organo collegiale che si è svolto oggi all’Aquila nella sala riunioni dell’Associazione costruttori (Ance), “un segnale di attenzione per il capoluogo di Regione” ha ribadito il neoletto segretario.
Rapino ha vinto le elezioni primarie dello scorso 1° marzo con il 70,8% dei voti. Sostenuto dai big, su tutti il presidente della Regione nonché ex segretario, Luciano D’Alfonso, alle prese ora con una presidenza ingombrante di un fedelissimo del governatore come D’Alessandro, Rapino rigetta l’idea di “dalfonsismo” nel partito: “Non siamo per un partito padronale, ma per un partito autonomo, vero, che avrà un dialogo costante al suo interno e porterà istanze da portare anche a chi governa”.
“Il Pd è una grande comunità che funziona, non un comitato elettorale, la sfida di questa assemblea regionale che punta al rinnovamento è complessa – ha detto appena proclamato il nuovo presidente – Questa assemblea può essere utile al segretario Rapino a supportare non solo il governo regionale, ma tutte le amministrazioni sul territorio”.
“Dobbiamo organizzarci con squadre di lavoro, squadre di idee, tempeste di cervelli – ha continuato D’Alessandro – Dipende da noi. Il partito regionale si deve votare al di là del trend nazionale, per la determinazione e la capacità di essere presenti sul territorio e risolvere i problemi della collettività”.
D’Alessandro, consigliere regionale e sottosegretario alla presidenza della Giunta, è stato designato nei giorni scorsi come elemento di riunificazione e superamento delle divisioni congressuali, scalzando così l’ipotesi di una presidenza affidata ad Alexandra Coppola, seconda classificata con il 15,39% e ora tornata fianco a fianco di Rapino, come conferma ai microfoni di questo giornale.
“Abbiamo un dovere prima di tutto, salvaguardare l’importanza e l’unitarietà del partito – premette – Ho deciso di confluire nella maggioranza dell’amico Rapino e quindi voteremo insieme la figura che più unisca la maggioranza allargata con il mio 15%”.
Tante le presenze. A partire dal segretario uscente, Silvio Paolucci, e la presidente uscente, Manola Di Pasquale. Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che manco a farlo apposta con cinematografico tempismo arriva e si siede in prima fila, stritolando con un abbraccio la senatrice Stefania Pezzopane, proprio nel momento della votazione per D’Alessandro, ‘solando’ i cronisti che lo attendono per intervistarlo; il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio.
Tanti consiglieri regionali, da Pierpaolo Pietrucci, in tenuta sportiva, reduce da una camminata in montagna con l’assessore Giovanni Lolli, quest’ultimo invece fa in tempo a cambiarsi, il capogruppo all’Emiciclo Sandro Mariani, Alberto Balducci.
Marco Presutti, capogruppo in Consiglio comunale a Pescara, Maurizio Capri, pari grado all’Aquila ma in procinto di diventare assessore, l’altro componente della Giunta aquilana Emanuela Di Giovambattista, il segretario comunale Stefano Albano, Americo Di Benedetto, presidente della società Gran Sasso Acqua spifferato come possibile candidato sindaco del capoluogo dopo Massimo Cialente, lui assente, rappresentato dal capo di gabinetto Mauro Marchetti.
Oltre alla Coppola, dei candidati sconfitti alle primarie c’è anche l’aquilano Paolo Della Ventura (4,01%) mentre non si vede il chietino Alessandro Marzoli (9,73%). Prende la parola anche Domenico Di Sabatino, presidente della Provincia di Teramo, che dalle primarie invece è stato escluso in virtù della sua carica. Visti anche l’ex sindaco di Montesilvano (Pescara), Enzo Cantagallo e l’ex capogruppo al Comune di Pescara Moreno Di Pietrantonio.




