CHIETI – L’anticipazione dell’assemblea Aca, dal 20 luglio al 9 luglio, non piace al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che lo dice apertamente in una lettera inviata ai vertici dell’azienda acquedottistica.
All’ordine del giorno ci sono argomenti il piano industriale, i bilanci (consuntivo 2011 e previntivo 2012-2015), la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione, del presidente del cda, del direttore generale (punto inserito solo in seguito) e la trasformazione in azienda speciale.
Di Primio premette che non è sua intenzione proporre una candidatura per il nuovo cda, ciononostante l’anticipazione della convocazione dell’assemblea va a discapito di chi avesse voluto presentare il suo curriculum per un ruolo del genere, cosa che viene di fatto impedito, perché, alla fine, è rimasto un solo giorno a disposizione dell’eventuale concorrente.
Altro problema è quello della nomina del direttore generale, perché, trattandosi di una assunzione all’interno di una società pubblica, è necessario mettere in campo tutta una serie di meccanismi atti ad assicurare trasparenza, idoneità di requisiti e massima pubblicità. Inoltre il direttore ha il compito di attuare gli indirizzi forniti dall’assemblea, cosa che, sottolinea il sindaco, non è ancora avvenuta.
Per questi motivi il sindaco di Chieti diffida il cda “a non adottare alcun provvedimento relativamente all’assunzione di personale e, segnatamente, all’assunzione di un nuovo direttore generale, se non dopo aver acquisito gli indirizzi dell’assemblea e dopo aver provveduto a dare adeguata pubblicità alle procedure di reclutamento”.
Di Primio chiede, infine, al presidente Aca di convocare due distinte assemblee Aca, una per trattare il piano industriale e i bilanci, e l’altra al rinnovo del cda, garantendo così il tempo necessario a quanti volessero presentare la propria candidatura, e alla trasformazione dell’azienda acquedottistica in società.
Sull’argomento interviene anche il movimento politico Ideabruzzo che giudica “una sveltina” l’aver voluto anticipare l’assemblea dei soci. Sergio Montanaro, dirigente del movimento politico, lo definisce un “ulteriore atto arrogante e estremamente scorretto”.
Montanaro ricorda che se l’emergenza idrica è sotto gli occhi di tutti in questi giorni, c’è anche un’altra problematica che fa capo all’Aca che è per alcuni aspetti ancor più penalizzante per la qualità della vita. Montanaro si riferisce alla rete fognaria.
“Molti cittadini – dice Montanaro – pagano il costo della depurazione ma non hanno questo servizio. Oltre al danno ambientale, perché le fogne scaricano nei fossi e poi chissà dove, anche quello economico che fa il paio con le forti somme debitorie che l’Aca ha maturato con i Comuni i quali avevano contratto muti per la realizzazione di reti di distribuzione e fognarie”.





