L’AQUILA –  Via i rifiuti indifferenziatI dell’Aquila dal sito Cirsu di Teramo.

A darne notizia è il presidente della municipalizzata Asm del capoluogo, Francesco Rosettini, che spiega ad AbruzzoWeb di aver “ricevuto nei giorni scorsi una comunicazione dal Consorzio intercomunale rifiuti solidi urbani, che ha interrotto l’attività”.

Dal 2 gennaio 2014, infatti, il pattume indifferenziato del capoluogo è stato trasportato nel sito teramano al costo di 135 euro a tonnellata, con affidamento diretto al Consorzio stabile ambiente (Scarl) di cui fanno parte alcune aziende aquilane, tra cui la Csa team.

Nessuna specificazione da parte di Rosettini sulle cause che hanno determinato la sospensione del servizio da parte del Cirsu che, secondo quanto si è appreso, avrebbe avuto parere negativo dalla Regione in quanto sprovvisto di autorizzazioni per trattare l’indifferenziato.

“Non c’è stata alcuna specificazione sulle cause che hanno portato all’interruzione del servizio e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla regione”, continua Rosettini.

Nel frattempo, in attesa della conclusione della ricerca di mercato condotta dell’Asm per l’individuazione di un nuovo sito più conveniente in termini di costi, i rifiuti saranno conferiti al Cogesa di Sulmona (L’Aquila).

“Il Consiglio d’amministrazione ha individuato questo sito in via d’urgenza in attesa delle conclusione delle valutazioni offerte – prosegue il presidente Asm – La procedura è ancora in essere, ma contiamo di chiuderla tra una settimana”.

Intanto, la prima commissione consiliare del Comune, chiamata ad approvare martedì scorso il nuovo contratto di servizio per l’Asm, ha stabilito le prime novità che riguardano le sanzioni in cui l’azienda potrebbe incorrere qualora non rispettasse gli accordi su igiene urbana e raggiungimento degli obiettivi della differenziata.

Ma dall’Asm dicono di “non sapere nulla” del nuovo contratto, tantomeno delle nuove sanzioni che prevedono multe di 3 mila euro al giorno per la mancata effettuazione dell’igiene urbana, di mille euro per ogni punto non raggiunto nelle percentuali annuali di differenziata, e 500 euro al giorno per la mancata raccolta dell’indifferenziato.

“Non siamo stati convocati alla commissione, alla quale di solito partecipa almeno un componente del cda – spiega a questo giornale il funzionario dell’azienda, Fabio Ianni – Non sappiamo nulla di queste nuove ipotetiche sanzioni, ci informeremo”.

Il nuovo presidente, tuttavia, si dice soddisfatto del lavoro svolto finora dal suo predecessore Luigi Fabiani e assicura il raggiungimento del 100% delle utenze per quanto riguarda la differenziata, “entro la fine del 2014. Al momento siamo al 70%”, conclude.